Viterbo – Il cinema Genio e la commedia del ridicolo.
Protagonista il comune, premio Oscar assicurato a sindaco e a qualche assessore.
C’era un progetto di recupero, imprenditori pronti a investire, una delibera della precedente amministrazione che dava l’ok e l’impegno a pagare debiti pregressi della precedente società per affitti e tasse non pagate.
Il comune non doveva fare nulla, anzi, avrebbe recuperato somme non riscosse e futuri canoni d’affitto.
Ma Michelini e gli altri se ne sono fregati. E il cinema resta chiuso.
Dopo l’intervista all’assessore Barelli e la pubblicazione dei documenti, i diretti interessati, quelli pronti a metterci soldi e a rischiare in proprio , escono allo scoperto. Incontrando la stampa. Paolo e Francesco Ferretti.
Ad aprile 2013 la delibera col via libera al progetto. A giugno le elezioni. Da Marini si passa a Michelini. Silenzio.
A febbraio 2015 incontro a palazzo dei Priori con il primo cittadino e gli assessori Delli Iaconi e Barelli. Dall’altra parte gli imprenditori Ferretti, con Mauro Morucci.
A marzo ripresentato il progetto. Quindi di nuovo il nulla.
Si vede che imprenditori pronti a investire nel recupero di sale cinematografiche se ne incontrano tutti i giorni. Tutte le sale chiuse a Viterbo ne sono la prova.
La prossima settimana, con la pubblicazione delle carte, sono stati di nuovo chiamati in comune. lSperando che vada meglio della volta precedente. Surreale.
“Eravamo noi tre – spiega Mauro Morucci – con il sindaco e gli assessori Barelli e Delli Iaconi, per confermare l’interessamento.
Uno dei due assessori è partito aggredendoci. Siamo rimasti stupiti, eravamo andati per ribadire l’impegno, anche economico. E’ stato un agguato.
Uscendo, il sindaco ha cercato di riportare il discorso a un livello di normalità. Ci ha chiesto di riformulare la proposta in forma scritta per poi rivedersi e riparlarne”.
A Morucci un particolare è rimasto impresso: “L’assessore Barelli si è rivolto a me dicendomi che lui a differenza mia non aveva interessi nella vicenda e che ci avrebbe fatto fare una mozione contro dai suoi consiglieri comunali.
Io, finita la riunione, mi sono fermato a parlare con Delli Iaconi e gli ho fatto presente di evitare in futuro simili situazioni penose.
L’assessore se lo ricorda, ne abbiamo parlato io e lui in altre occasioni.
Sono stato io a favorire l’appuntamento. Per fortuna conosco da anni i Ferretti, altrimenti mi avrebbero potuto dire, ma che ci hai portato a fare qui? A subire un agguato?”.
Alla prossima riunione Barelli non figura, ma certo l’atteggiamento di palazzo dei Priori non aiuta. Semmai dovessero esserci ancora possibilità.
“Vedremo – spiega Paolo Ferretti che con Francesco gestisce il multisala di Vitorchiano – da come andrà la riunione. Ho le mie idee, ma chiaramente le voglio prima esporre ai diretti interessati”.
Pur avendo una delibera con l’ok definitivo il recupero si è arenato. “Mancava la formalizzazione – continua Paolo Ferretti – poi ci sono state le elezioni.
Abbiamo preferito per correttezza aspettare. Ma con la nuova amministrazione non abbiamo saputo più nulla”.
Fino a poco tempo fa.
L’assessore Barelli nell’intervista avanza l’ipotesi che i Ferretti intendevano prendere il Genio per chiuderlo. Favorendo il loro multisala.
“Per noi il Genio era complementare al multisala – osserva Paolo Ferretti – abbiamo gestito il Metropolitan e volevamo tenerlo. Non è stato possibile. Ma poi, quando mai si fanno investimenti per mantenere chiusa una struttura? Questa lo è già.
Ci tengo a precisare che noi abbiamo rilevato le quote della società Genio, ma con i vecchi amministratori non c’entriamo nulla.
Ci siamo impegnati però a rientrare dei debiti contratti da altri”.
Oggi il Genio è fatiscente, servono interventi e nel progetto c’era tutto.
“Fra l’altro – osserva Mauro Morucci – erano stati riconosciuti ventimila euro di progetto Plus a fondo perduto, ottenuti tramite bando del comune per alcuni lavori iniziali. Solo che l’assessore Barelli si è dimenticato di dirlo, così come dell’incontro che c’era stato”.
Quei 20mila euro oggi non ci sono più. Nel frattempo Mauro Morucci ha collaborato con il comune per partecipare a un bando regionale, Officina culturale.
“Progetto interessante – ricorda Morucci- era fine 2013. S’integrava col recupero del cinema.
Lo stesso assessore Barelli mi ha chiesto di dare una mano. Mi sono prestato in modo gratuito. Palazzo dei Priori ha ottenuto 106mila euro per lavori alla struttura, uffici, materiale tecnico, luci. Mentre una parte era destinata alla gestione che doveva convivere col cinema”.
Quei soldi ci sono, ma col Genio in queste condizioni non si sa bene a cosa possano servire.
“La cosa più strana – continua Morucci – è come dopo avere formalizzato di nuovo la proposta, sia calato il silenzio.
A più riprese mi sono state date motivazioni diverse. Gli uffici, l’assessorato che ci stava lavorando. Fino all’intervista rilasciata a Tusciaweb da Barelli in cui parlava di ripristino della legalità per il Genio.
Quasi fosse un bene requisito alla mafia e restituito alla città.
Peccato che nel suo intervento si sia dimenticato del progetto presentato e dell’incontro avuto”.
Una storia che nemmeno all’autore più fantasioso verrebbe in mente.
Imprenditori pronti a investire centinaia di migliaia di euro in un cinema, non esattamente l’affare del momento, messi alla porta.
Viene da pensare che o gli imprenditori non la raccontano tutta o il comune ha altri programmi.
“Dall’esterno – dicono tutti e tre – è quello che penseremmo anche noi. Lo sottoscriviamo. E’ talmente assurdo.
Se il comune vuole dare ad altri il Genio, lo dicessero. Ma far passare chi viene a investire come chi il cinema lo vuole far chiudere, non è accettabile. Il progetto è reale”.
Barelli al prossimo incontro non ci sarà. Cosa c’entrava il suo assessorato nella trattativa? “Non lo so – osserva Morucci – ma non è che andando in casa altrui si possa chiedere, tu cosa ci fai qui?
Lo conosco da anni e della sua reazione sono rimasto basito”.
Ancora di più i Ferretti che nemmeno lo conoscevano: “Se avessimo saputo che sarebbe finita così manco avremmo cominciato.
Sia chiaro, noi stiamo bene a Vitorchiano, non moriamo se non dovessimo investire nel Genio. Anche perché ci assumiamo un rischio.
Non prenderemmo una struttura che ha un avviamento. E’ bello che andato. Non è detto che funzionerà. A Roma esperti ci hanno detto che siamo matti. Sale come questa le chiudono, noi volevamo fare il contrato”.
Quasi un caso a livello nazionale, ma il finale a sorpresa nessuno se lo sarebbe aspettato.
Giuseppe Ferlicca
Articoli: Cinema Genio, progetto di recupero buttato all’aria – Marini: “Genio chiuso, colpa di Michelini…” – Barelli: “Il cinema Genio sarà riconsegnato alla città”
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