Castiglione in Teverina – Petardi lanciati mentre passava con la macchina. Gomme bucate. Sms a tutte le ore e “ricordini” lasciati fuori casa, come un paio di forbici a mo’ di avvertimento.
L’ennesima storia finita male, con lui che non si rassegna e lei costretta a sporgere denuncia per molestie e percosse. Una persecuzione quella raccontata da una giovane donna in lacrime, ieri, in tribunale, davanti al giudice Silvia Mattei.
I guai sarebbero iniziati nel 2012, dopo la separazione. “Aveva stati d’animo variabili che alternava: mi amava, mi odiava, mi voleva ammazzare, mi chiedeva perdono. Diceva che l’avevo rovinato e che me l’avrebbe fatta pagare rendendomi la vita impossibile”.
Almeno un anno di minacce, appostamenti fuori casa o persino davanti alle finestre, quando riusciva a scavalcare il giardino. In un’occasione, il gesto che le avrebbe tagliato la gola, con il pollice sotto al mento. Una volta, la donna sarebbe stata aggredita mentre era in macchina: “Ruppe il finestrino con un pugno: i vetri mi arrivarono tutti addosso, una scheggia mi entrò anche in un occhio. Mi prese per il collo. Riuscii a scappare, ma lui mi corse dietro e mi picchiò di nuovo in mezzo alla strada, davanti a tutti. Per fortuna c’era gente: mentre lo bloccavano, io andai in ospedale”.
Il processo continua a dicembre.
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