Faleria – Morì schiacciato dal trattore a 33 anni, lasciando un figlio piccolo.
Mattia Dusi tornava a casa insieme allo zio, dopo una giornata di lavoro nei campi, nell’azienda agricola familiare. La strada in cui stava passando gli franò letteralmente sotto i piedi, facendolo ribaltare col trattore che lo schiacciò con tutto il suo peso. Era il 13 ottobre 2014. Località Cretare, nel territorio di Faleria.
La procura aprì un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti. Fascicolo di cui adesso, alla luce delle conclusioni di un consulente tecnico, viene chiesta l’archiviazione.
Per il consulente, infatti, la strada non era comunale. Inoltre, il 33enne non avrebbe azionato la barra di protezione. Osservazioni che non bastano all’avvocato di parte civile Alberto Parroccini, che assiste la moglie Marina e il figlio di Dusi; il legale si è opposto alla richiesta di archiviazione e chiede nuove indagini per approfondire più di un aspetto della vicenda.
Secondo l’avvocato Parroccini, quel tratto di strada pericoloso non era segnalato, né erano stati fatti lavori di manutenzione, altrimenti Mattia sarebbe ancora vivo. Il legale ha chiesto altri accertamenti per risalire al proprietario della strada e, quindi, al responsabile della sicurezza in quel tratto che, peraltro, sarebbe stato ingombro anche di vegetazione e rifiuti, impedendo a Dusi di azionare la barra di protezione.
Il gip Francesco Rigato si è riservato la decisione se archiviare il fascicolo o disporre nuove indagini.
Mattia fu soccorso anche dall’elicottero del 118, ma per lui, morto sul colpo, non c’era già più niente da fare all’arrivo dei sanitari e dei vigili del fuoco che lo hanno estratto da sotto il trattore. 33 anni, di origini venete, si era trasferito da pochi anni a Civita Castellana, ma la sua morte ha addolorato l’intera cittadina (video – fotocronaca – slide). Nella primavera del 2015, il comune di Civita ha voluto intitolare gli orti urbani a Mattia. “Un piccolo gesto per ricordare un ragazzo che si era trasferito da noi per amore della sua famiglia e aveva messo impegno e amore nel lavoro che aveva scelto, cambiando completamente la sua vita, passando dai computer all’agricoltura biologica – dichiarava, all’epoca, il sindaco Gianluca Angelelli -. La città di Civita Castellana non si dimentica di lui”.
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