Viterbo – “Ho controllato e non ci sono delibere, determine o impegni di spesa da parte del comune”.
Italo Leali, direttore di Tuscia in Jazz rivendica 14mila euro dal comune di Viterbo per iniziative organizzate, l’assessore alla Cultura Antonio Delli Iaconi aveva promesso di verificare e oggi arriva l’esito. Almeno per gran parte, non ci sarebbero impegni da parte del comune.
“Non voglio fare polemica con Italo Leali – dice Antonio Delli Iaconi – ma credo che sia giusto dare una risposta chiara a lui e a chi ha letto la sua intervista. Quando sostiene che deve avere soldi dall’amministrazione, ritengo che vada interpretato”.
In che senso?
“Nel senso che, così io capisco, si aspettava di ricevere quei fondi soldi per le iniziative, ma in realtà non ci sono delibere, impegni di spesa, determine. Ho fatto un controllo”.
Sia più chiaro.
“Faccio un esempio concreto. Nel 2014, per l’iniziativa pasquale ha avuto contributi. Nel 2015, stessa iniziativa a Pasqua, ovvero spettacoli agli Almadiani a pagamento e attività di formazione lo stesso a pagamento. Su questi il comune non ho potuto dare contributi. Fino ad agosto 2015 non avevamo nulla in bilancio. Non c’era possibilità di concedere contributi. A Natale l’altro anno sono stati organizzati i concerti gospel. Per l’edizione successiva avevamo fatto presente che c’era il bando per le frazioni. Abbiamo messo in contatto Leali con gli operatori delle frazioni. Sono loro che predispongono domande per i contributi. Lui non l’ha fatto. Non ci sono domande presentate. Il dirigente come faceva a erogare il contributo?”.
Con Italo Leali ci ha parlato?
“Ci ho parlato tante volte. Da solo, con il sindaco, insieme a Moricoli. Abbiamo fatto lunghe riunioni. Però non sono sicuro che ci siamo capiti. Se uno di noi gli dice che per l’iniziativa di Natale può accedere al bando delle frazioni, non acquisisce automaticamente un diritto che lui ritiene giusto. La domanda del bando, se presentata, la gestisce il dirigente che poi decide in base ai criteri dell’avviso, alle altre domande pervenute e alla disponibilità economica. Non è che si va a fare una contrattazione con un privato. Lui in questo ragiona da imprenditore, non tiene conto di quelle che sono le caratteristiche di un’amministrazione comunale”.
Leali sostiene che lei si neghi al telefono.
“Per quello che stavo dicendo, non gli rispondo. Ci ho parlato ci parlo, l’ho ascoltato. Rispondere sarebbe inutile, sarei sommerso da una valanga di parole alle quali non c’è risposta. Quelle che si attende, un comune non può darle a parole ma attraverso atti amministrativi, mandati di pagamento”.
Leali ha frainteso, quindi?
“Io rispetto Leali e lo apprezzo come impresario artistico. Ha portato importanti artisti a Viterbo e Bagnaia, ma credo che Leali a sua volta debba avere rispetto per l’amministrazione. Io agisco cercando d’applicare la legge e potendo contare su risorse, sempre poche. Sopratutto l’ultimo anno”.
Come valuta le sue critiche verso le scelte culturali dell’amministrazione comunale?
“Ritengo che non ci sia ragione per una critica simile. Mi pare eccessiva. Le sue considerazioni sulla politica culturale sono soggettive. Un po’ troppo. Pure quelle sull’impatto turistico di diverse manifestazioni rispetto ad altre. Un dato oggettivo, quello sul turismo e le presenze recenti, non mi pare che gli diano ragione”.
Leali ha spiegato di non voler più lavorare col comune di Viterbo. Non le dispiace?
“Io mi auguro che lui e la sua organizzazione possano continuare a lavorare a Viterbo, avendo le condizioni economiche per farlo. Mi spiace che questa situazione lo abbia indotto a non considerare Viterbo una città in cui operare. Lo dico sinceramente”.
Giuseppe Ferlicca
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