Fabrica di Roma – Un rombo di moto per salutare Rossano (video – fotocronaca – slide).
Commossa e intensa partecipazione oggi pomeriggio a Fabrica di Roma ai funerali di Rossano Gianfelici, il 47enne morto in un incidente stradale in località Quatraccio.
Giovedì pomeriggio, la sua moto è andata fuori strada in curva ed è finita in un dirupo. Rossano è morto sul colpo.
Con lui viaggiava la figlia 14enne, rimasta ferita.
Al Duomo, in tanti si sono stretti attorno alla famiglia di Gianfelici. Alla moglie e alle due figlie che amavano quel padre più di ogni altra cosa al mondo. Le moto, quella passione, che Rossano adorava tanto, lo hanno atteso all’uscita della chiesa. Si sono accese per lui e con un rombo lo hanno salutato. Stringendolo in un abbraccio.
“So bene – ha detto Don Chicco che ha officiato la messa – che in queste situazioni, il silenzio è molto più eloquente. E’ la cosa migliore. Però quello che dobbiamo cercare in questi momenti, è anche la parola di Dio.
Possiamo mettere in campo tutta la nostra intelligenza, tutto il nostro sapere, la nostra buona volontà e il nostro amore per dare un senso e cercare spiegazioni. Per ricongiungere i pezzi di questo mosaico che sembra venuto male. Non ci si riesce.
Il giusto anche se muore prematuramente e si troverà in un luogo di riposo. La vita non è longeva per chi ha vissuto tanti anni, ci insegna la fede. Per noi, invece, è quella che si misura negli anni e tutti ci adoperiamo per vivere a lungo.
Ci adoperiamo perché il triste distacco dal terreno non avvenga mai.
La gente riflette ma non capisce. Ed è quello che ora proviamo noi. Non capiamo. Non capiamo un Dio a cui, forse, questo progetto è venuto male. Ci mette al mondo e poi in un batter d’occhio pensa che sia giusto e ci porta con sé. Se non ci sia affida alla fede e alla volontà di Dio la disperazione avanza. Ci sentiremo smarriti e falliti”.
Don Chicco chiede di avere fede. “Tutto cambierà in questo modo. La speranza della parola di Cristo ci aiuterà ad andare avanti. Ad accettare e capire. Passare attraverso Dio che della morte ha fatto un’esperienza di vita, servirà a vincerla.
Proprio lui, ci ha preparato un posto in cui non ci sarà sofferenza. Dobbiamo credere che questo possa avvenire. Perché la sofferenza possa diventare leggera e perché il distacco possa diventare un mezzo per riscoprire il senso della vita”.
Poi il suo messaggio di speranza. “Siamo certi che la forza è dentro di voi – ha detto rivolto ai famigliari -. Il Signore non vi lascerà in balia del vento. Caro Rossano – ha aggiunto il parroco con lo sguardo al feretro -, siamo certi che non smetterai di essere padre, marito e amico. Sarai tu stesso che, contemplando Dio, sarai presente per Nina, Aurora e Arianna. In un modo nuovo e non percettibile ai nostri sensi. Profondo. Sarai tu il loro incoraggiamento e la loro forza. Lo devi essere. La vita non avrà mai fine e la morte è un’esperienza in attesa di incontrarci di nuovo nella casa di Dio”.
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