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Bullicame a secco - L'assessore Delli Iaconi replica a Marini

“Se non si chiude pozzo san Valentino c’è poco da fare…”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo - Il Bullicame a secco

Viterbo – Il Bullicame a secco 

Viterbo - Il Bullicame a secco

Viterbo – Il Bullicame a secco 

Viterbo - Il Bullicame a secco

Viterbo – Il Bullicame a secco 

Viterbo - L'assessore Antonio Delli Iaconi

Viterbo – L’assessore Antonio Delli Iaconi 

Viterbo – Bullicame a secco, se non si sistema pozzo san Valentino c’è poco da fare.

A Giulio Marini (FI), dopo una visita all’area termale pubblica è stato preso dallo sconforto per lo stato di degrado e incuria in cui versa.

L’assessore Antonio Delli Iaconi prova a consolarlo, con scarso successo.

“Fino a che pozzo san Valentino non sarà chiuso, la situazione rimane quella – osserva Delli Iaconi – si può risolvere solo con l’apertura di un nuovo pozzo e la chiusura del vecchio”.

Sarebbe facile, se di mezzo non ci fosse la regione. Titolata a decidere.

“Ci deve concedere un ampliamento della concessione – osserva l’assessore – perché il pozzo nuovo si trova al di fuori.

L’abbiamo chiesto fin dallo scorso anno”. Marini si meraviglia: “Sono passati sedici mesi e avete fior fiori di consiglieri regionali”.

La replica non è meravigliosa. “Ci sono complicazioni legate al contenzioso giuridico in atto al Tar. Il nostro compito attualmente è assicurare l’alimentazione del Bullicame e non far chiudere un’attività economica importante che ha bisogno d’acqua”.

In generale, il parco termale per l’assessore non è messo così male.

“Ci vado spesso, la situazione non è proprio apocalittica”.

Dipende da cosa s’intende per apocalisse.

“Fino a pochi giorni fa – ricorda Marini – l’erba era alta un metro e mezzo, è stata tagliata ma il degrado resta.

Sono stati spesi pochi anni fa 130mila euro per riqualificare l’area, soldi buttati. Un vero peccato.

Mi sarei aspettato una situazione migliore, è in condizioni disastrose, per questo m’è presa la depressione”.

Ci fosse acqua a sufficienza, potrebbe fare un bagno consolatorio.

Giuseppe Ferlicca


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28 aprile, 2016

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