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Viterbo - Ritenuto un luminare della Podoiatria - Un carabiniere in aula: "Quella specializzazione in Italia non esiste"

Falso medico alla sbarra per truffa

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La cittadella della salute, sede della Asl

La asl di Viterbo

Viterbo – (s.m.) – Un corso di medicina in Spagna e la specializzazione in Podoiatria negli Stati Uniti. Ma quel corso non era riconosciuto in Italia, secondo le indagini dei Nas. E a detta di un carabiniere ascoltato ieri al tribunale di Viterbo, “la specializzazione in Podoiatria, in Italia, non esiste”.

Franco Ovidi, un tempo in servizio al centro diabetologico della Asl, è finito a processo per falso, esercizio abusivo della professione e truffa ai danni dello Stato. Parte civile, l’azienda sanitaria viterbese, che lo aveva assunto nel 2007 come medico, dopo aver ricevuto da Ovidi decreti attestanti la validità dei suoi titoli. Decreti falsi, secondo l’accusa. E una situazione a dir poco imbarazzante all’azienda sanitaria: “Su alcuni documenti vidi che veniva chiamato ‘signore’ e non dottore – ha testimoniato un medico della asl davanti al giudice Rita Cialoni -. Chiesi spiegazioni all’ufficio del personale e mi fu detto che ‘era così: punto’. Intuii che non aveva la qualifica di medico, ma agiva come se lo fosse: non poteva fare prescrizioni ai pazienti, ma le faceva. Spesso trovavo anche prescrizioni a mio nome, ma non le avevo fatte io: la firma sul foglio non era mia”.

Nel 2011, dopo le indagini dei Nas, coordinate dal pm Paola Conti, il gip Salvatore Fanti aveva disposto l’interdizione: sospensione da ogni incarico, dopo quattro anni di lavoro alla asl viterbese che, alla fine, se n’era accorta. “Lo avevano declassato e prendeva metà stipendio”, secondo il suo avvocato Severo Bruno. 

Dall’inchiesta è emerso come Ovidi pubblicasse studi e tenesse lezioni. Prima che a Viterbo, aveva lavorato a Terni e Orvieto. Un professionista stimato anche dai medici che lo avevano conosciuto e che lo credevano un collega. Opinione non proprio condivisa da tutti i suoi pazienti: una ha fatto causa a lui e alla asl. Chiede 80mila euro di danni: per una piccola lacerazione a un alluce, hanno dovuto amputarle due dita, dopo che la cura del podologo Ovidi non solo non aveva fatto effetto ma le aveva provocato una vasta e pericolosa infezione. La causa civile è rimbalzata da un giudice all’altro. Bloccata – come molte – da più di un anno. 


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10 maggio, 2016

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