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Viterbo - Associazione a delinquere, estorsione, usura, truffa - Le minacce ricevute da un agente immobiliare

“Se non paghi ti sparo”

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Viterbo - La procura

Il tribunale di Viterbo

Viterbo – (s.m.) – “Se non paghi ti sparo”.
Minacce esplicite ripetute in aula a mezza bocca dal destinatario, un agente immobiliare che, per un’ora e più, testimonia minimizzando, sotto gli occhi degli imputati.

Ha paura e si vede. Lo ammette solo parlando al passato: “Nel 2012 temevo che queste persone potessero fare del male a me e a mio figlio”. Il processo, ridotto a 4 imputati, è per una sfilza di reati contestati a vario titolo che comprendono associazione a delinquere, truffa, falso, appropriazione indebita, ma anche usura e tentata estorsione.

150mila euro la somma prestata all’agente immobiliare nel 2008. Nel suo racconto, fa continuamente i nomi di due bancari non imputati al processo. Nel settembre 2008 sottoscrive un preliminare di vendita di un capannone. Prezzo: 150mila euro. Ascoltato in procura anni fa, ammise che il compromesso era solo “una pezza d’appoggio per camuffare il prestito”. Oggi aggiusta il tiro: “Sì, però il capannone lo volevo vendere davvero”. Il giudice Silvia Mattei e costretta a chiedergli se ha avuto contatti con gli imputati prima dell’udienza. Se è stato avvicinato da qualcuno. La risposta è no. 

Oltre alla somma prestata, l’agente immobiliare doveva restituire gli interessi più altri 30mila euro. Lui inizia a pagare in tranche da 48mila euro. Lo aiutano conoscenti e amici. Estingue il debito in un anno, ma le richieste di soldi continuano da parte dei bancari e di uno degli imputati. Pressioni insostenibili e promesse di ritorsioni: “Volevo chiudere questa situazione, ma non ci riuscivo”.

Un indagato della maxinchiesta “Slk” si vantava del suo passato in galera e minacciava di sparagli, se non avesse pagato tutto fino all’ultimo centesimo. Sempre lui, dopo un appuntamento al casello di Orte, gli intima di seguire la macchina di uno dei 4 imputati, per poi strappargli 500 euro dal portafogli.

“Slk”, culminata con 13 arresti nel 2012, parte col filone della droga, da un autosalone ritenuto centrale dello spaccio di cocaina, per poi allargarsi a una serie di altri fronti investigativi, tra cui l’usura e l’associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Il processo continua a marzo.


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18 maggio, 2016

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