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Viterbo - Convocato come teste anche l'ex presidente della provincia Marcello Meroi

Sito web del comune, sfilano i primi testimoni

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Alfredo Fioramanti

Alfredo Fioramanti

Luciano Lattanzi

Luciano Lattanzi

Viterbo – Sito web del comune di Viterbo.
No. Non quello con la foto di Orvieto al posto della città dei Papi.

Per la gestione del portale sul capoluogo, la procura aprì un’inchiesta nel 2010: turbativa d’asta il reato ipotizzato, relativamente a presunte trame per pilotare la gara. Indagati prima e imputati poi, il dirigente comunale Alfredo Fioramanti, l’imprenditore presumibilmente favorito Luciano Lattanzi e un’impiegata comunale.

Ieri, l’ascolto dei primi testimoni tra tanti – tantissimi – non ricordo. L’imprenditore che, all’epoca, si aggiudicò provvisoriamente l’appalto ha dimenticato quasi tutto: “Sono stato in coma – ha spiegato davanti al giudice Rita Cialoni -. Impossibile ricordare particolari così lontani nel tempo”. 

Buio totale anche per l’ex sindaco di Vitorchiano Gemini Ciancolini e per una dipendente del comune, che ricordava a stento di essere stata convocata dalla finanza. “Toglietemi una curiosità – ha chiesto al giudice -: ma perché sono qui?”. Un’udienza kafkiana.

Secondo le difese, l’azienda che si aggiudicò l’appalto provvisoriamente non aveva i titoli richiesti dal comune di Viterbo né in tema di certificazioni, né di pregresse esperienze con la pubblica amministrazione. L’accusa è di aver costruito un bando predestinato, con requisiti che solo l’azienda favorita poteva possedere. A processo sarebbero finiti coloro che hanno firmato il successivo atto di aggiudicazione a favore di Lattanzi: il dirigente Fioramanti e l’allora caposervizio del settore Servizi sociali, pubblica istruzione e politiche informatiche.

Due testimoni sono stati mandati a casa dopo quattro ore di attesa. Uno era Marcello Meroi, ex presidente della provincia. Tornerà in aula da testimone a ottobre, insieme a uno dei finanzieri che hanno seguito l’indagine fin dalla prima ora.

 


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20 maggio, 2016

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