Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Leggo con enorme stupore le dichiarazioni di Racioppa in ordine ai problemi legati allo stadio per disputare il campionato di serie C.
Avendo io tante cose da fare e avendo perso diverso tempo con riunioni sull’argomento prive di costrutto, avevo inviato Racioppa solo ed esclusivamente come osservatore, come del resto Cafaro, senza facoltà di prendere impegni o quant’altro.
I toni trionfalistici e rassicuranti della situazione in atto sono solo fuorvianti e fuori dalla realtà. Frutto di incompetenza sulla gestione dello stadio di calcio.
Ad oggi, dopo 20 giorni, siamo nello stallo totale, niente è stato fatto, il prato si sta seccando (anzi, già è secco… ) per mancanza d’acqua, come pure non sono iniziati lavori minimi, che non richiedono né riunioni istituzionali né passerelle varie.
Vedasi: allargamento panchine, panchina quarto uomo, n. 4 telecamere, la sala stampa, sala Gos, numerazione dei posti, controllo impianto di illuminazione, un gruppo elettrogeno di riserva.
Tutti interventi, quelli elencati, che è possibile fare, e velocemente…. Anzi, già dovevano essere fatti. Noto con rammarico che siamo ancora a riunioni interlocutorie, all’attesa delle definizioni, alle riunioni di giunta.
Sono convinto, considerati gli attori, e spero di sbagliarmi, che per Viterbo la serie C è un sogno irrealizzabile…
Con questo passo non si va da nessuna parte e, sia chiaro che se i lavori strutturali non verranno eseguiti entro il 20 giugno, non potrò iscrivere la squadra. Andare a giocare in altri campi, a Rieti o ad Aprilia o a Terni, è solamente umiliante per la squadra, per i suoi tifosi e per la città che si onora di rappresentare.
Piero Camilli
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