Riceviamo e pubblichiamo – Gli studenti sono molto più di una semplice risorsa per il Paese, gli studenti sono il Paese ed è la scuola a dover essere una risorsa per loro.
Ricerca e innovazione sono sicuramente condizioni essenziali per lo sviluppo di una nazione, ma requisiti fondamentali per ricerca e innovazioni sono di fondi che sicuramente non si possono ottenere facendo dei tagli all’istruzione. Se l’Italia si distingue per il triste primato del più basso numero di ricercatori forse è perché questi sono i peggio pagati d’Europa.
In anni e anni di legislature di varia foggia, ogni governo all’indomani dell’insediamento si è concentrato subito sulle riforme scolastiche, riducendo i sovvenzionamenti e aumentando i costi inerenti alla scuola. Siamo stanchi di essere puntualmente l’ultima ruota del carro, quelli che fanno tanto parlare per via di manifestazioni e cortei ma che non vengono mai ascoltati.
Non vogliamo solo che vengano create le possibilità per andare all’estero, dal governo Monti ci aspettiamo la creazione di condizioni per studiare e lavorare in Italia, bene come all’estero, perché crediamo che al nostro Paese non manchi nulla se non un po’ di sano patriottismo.
Vogliamo essere considerati come imprenditori della nostra vita e non come ingranaggi di un sistema da “ottimizzare”. Non ci aspettiamo “indicazioni sul miglior modo di crescere”, ma mezzi.
Scuole migliori, aule e laboratori degni di essere chiamati tali, luoghi di formazione, di cultura, di scambio di idee, come un’agorà, un foro di filosofia, dove “amare il sapere”, che ci faccia creare il nozioni e non solo assorbirle.
Chiediamo una scuola costruita da noi, per noi. “Our interests always come firsts”, il nostro ministro e il nostro premier dovrebbero saperlo bene.
Ivana Tuia
Presidente provinciale Movimento studentesco nazionale
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