Corchiano – Sversamento in un fosso, al via il processo.
Sono finiti alla sbarra i rappresentanti di due industrie ceramiche di Corchiano. Sono accusati di aver permesso lo sversamento di acque contenenti del materiale biancastro all’interno di un fosso nei pressi della zona industriale.
Tutto inizia con una segnalazione alla polizia locale a fine 2011. In aula la testimonianza dell’agente che ha dato il via alle indagini. “Nel corso di un sopralluogo – spiega al giudice -, notammo del materiale biancastro all’interno di un fosso dove era consentito a delle industrie di versare solo dell’acqua piovana”.
Per vederci più chiaro, gli uomini della polizia locale chiesero ai tecnici dell’Arpa di prelevare un copione di quel materiale e di analizzarlo. “Gli uomini dell’agenzia regionale per la protezione ambientale – continua l’agente – accertarono che si trattava di materiale industriale proveniente dalla condotta a uso delle aziende. Un refluo ceramico”.
Da qui altre indagini e la chiusura del cerchio intorno a due delle aziende presenti nella zona. Ma non basta. “Un nuovo sversamento – puntualizza l’agente – ci fu nel 2012 e, prelevati dei campioni dal refluo delle due industrie, emerse un dato ancora più allarmante: la presenza di metalli pesanti, quali zinco e alluminio. Tutto in quantità superiori a quelle consentite”.
In aula, i difensori delle due aziende spiegano che “quest’ultimo dato non può essere considerato allarmante, in quanto il tasso di metalli presenti nel refluo era di pochissimo superiore al limite consentito dalla legge”. Davanti ai giudici anche un geometra e un consulente della difesa. I due chiedono come sia possibile additare il dito contro due aziende, quando la condotta e il fosso sono a disposizione di tutte le industrie presenti nella zona.
Il processo continua. A mettere fine alla vicenda e ad individuare i presunti colpevoli solo la sentenza del giudice.
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