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Viterbo - Tuscia Film Fest - All'artista romano il premio Pipolo consegnato da Federico Moccia

Alessandro Borghi, da stuntman ad attore

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Alessandro Borghi

Alessandro Borghi

De Simone, Moccia e Borghi

De Simone, Moccia e Borghi

Alessandro Borghi

Alessandro Borghi

Francesco Moccia

Federico Moccia

Alessandro Borghi

Alessandro Borghi

Francesco Moccia e Andrea Borghi

Federico Moccia e Alessandro Borghi

Alessandro Borghi

Alessandro Borghi

Viterbo – (g.f.) – Prima stuntman, poi attore e frattempo il lavoro in un ristorante, “Da Checco al casaletto” e i corsi di dizione.

Alessandro Borghi, attore romano, 29 anni, porta al Tuscia Film Fest non solo il film di cui è protagonista, Non essere cattivo, ma pure la sua storia.

“Ho iniziato come stuntman – ricorda Borghi – perché ho fatto per tanti anni arti marziali. Non pensavo alla carriera d’attore”. Però è arrivata. Con un provino per Distretto di polizia. Era il 2006. Poi il cinema con Suburra.

Alessandro Borghi, ieri sera, sul palco del Tuscia Film Fest ha ricevuto il premio Pipolo Tuscia Cinema 2016, assegnato ogni anno a un personaggio emergente del cinema italiano.

A consegnarglielo, Federico Moccia, scrittore, figlio di Giuseppe Moccia, in arte Pipolo.

“Io credo che Alessandro Borghi – dice Moccia – con gli ultimi due film che abbiamo visto, incarna perfettamente lo spirito del premio Pipolo e quindi molto felice di consegnarglielo”. Con lui sul palco, Andrea De Simone. Confartigianato ha legato il suo nome al riconoscimento.

Borghi è il protagonista del film Non essere cattivo, ultimo lavoro del regista Claudio Caligari.

“Siete in molti – dice Borghi salendo sul palco – il film è uscito quasi un anno fa e avere davanti che ancora così tanta gente che ha ancora voglia di vederlo mi riempie il cuore di gioia.

Ogni volta che vedo un pubblico così, mi viene da dedicarlo a Caligari, che non c’è più”.

Ambientato a Ostia a metà anni ‘90, parla di Cesare e Vittorio (Alessandro Borghi), ventenni la cui vita ruota attorno a soldi, macchine potenti, droga.

Vittorio riesce a salvarsi uscendone, Cesare no. Tuttavia, il loro legame d’amicizia non si spezzerà.

“Sono felice che lo vediate – spiega al pubblico Borghi – perché per me non è solo un film. E’ come se fosse un documentario di me a 20 anni. Io e Luca Marinelli ci siamo completamente immersi nelle parti”.


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11 luglio, 2016

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