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Politica culturale - Giulio Marini (FI) dopo l'intervento del maestro Vignati: "Sul Tuscia operafestival chiederemo di fare chiarezza in consiglio"

“A Caffeina è permesso fare tutto, agli altri no”

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Giulio Marini

Giulio Marini

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ho letto con stupore le dichiarazioni del maestro Stefano Vignati. C’è da premettere che non conoscevo le azioni che stava intraprendendo. Comunque, noi consiglieri di minoranza non possiamo verificare in tutto l’incapacità dell’amministrazione, nel senso che possiamo guardare determine, delibere e provvedimenti, ma senza essere sollecitati dai diretti interessati, non possiamo accedere alla documentazione.

Non eravamo dunque a conoscenza del disagio del Tuscia operafestival.

Siamo, comunque, di fronte alla cronaca di una morte annunciata. E lo dico con dispiacere.

Questo perché l’amministrazione non garantisce l’equilibrio culturale in città.

Quando l’imprenditore entra nella politica serve più attenzione. Cioè, a Caffeina è permesso fare tutto, agli altri no. Perché la “lobby” culturale di Caffeina è rappresentata a livello politico dentro l’amministrazione.

Anche prima, c’era forte attesa per questo festival che, pur essendo in crescita, non è mai stato l’unico, perché la mia amministrazione ha sempre cercato di dare risposte a tutti.

Sono tanti i dubbi da risolvere. Per esempio, perché delle tante location che aveva prima, ora, il Tuscia operafestival è relegato al cortile di palazzo dei priori? O non ha un programma, ma non mi sembra visto che ci sono iniziative fino ad agosto, oppure qualcosa non funziona. E secondo me qualcosa non funziona.

Oggi in consiglio chiederemo di fare chiarezza dal punto di vista amministrativo, vedendo i documenti per capire come mai non siamo stati programmati finanziamenti. Dal punto di vista politico, le cose, invece, mi sembrano chiare. Basta con questa ipocrisia. Nel momento in cui non si fanno più bandi per la cultura, un motivo ci sarà.
Mi si criticava per i finanziamenti a pioggia senza seguire una linea precisa. Nei nostri bandi, però, c’era la volontà di fare cultura, a tutti i livelli, per coinvolgere la città.

Ora la soluzione sta nel non farli più. Durante la mia amministrazione, hanno addirittura fatto il funerale della cultura. Beh, adesso la cultura mi pare più morta che mai.

Il fatto è che noi prima davamo a tutti la possibilità di esprimersi. Oggi, invece, vengono fatte scelte a monte per cui certi contenitori culturali hanno la meglio.

Giulio Marini (FI)


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12 luglio, 2016

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