Viterbo – (g.f.) – “Io mi vergogno”. Un giorno il consiglio comunale che salta per le troppe assenze in maggioranza, l’ennesimo, un altro, un argomento non di poco conto come gli equilibri di bilancio bocciato in commissione. Identica la ragione e pure in questo caso, scena che si ripete.
Ce n’è abbastanza per la consigliera comunale Pd Daniela Bizzarri per sbottare contro la sua stessa maggioranza. O meglio, per quella parte che spesso e volentieri non c’è.
“Io mi vergogno – dice Bizzarri – non è possibile”. Essere consigliere non è un obbligo ma una scelta. Della serie se puoi lo fai, sennò fai altro.
“Tra chi spesso è assente – osserva Bizzarri – c’è chi ritiene di fare politica alta. Ma dove? Qui in consiglio comunale non si vedono mai”.
Potrebbero trarne le dovute conseguenze, è la conclusione. Il pensiero di Bizzarri sulle assenze non è una novità. In consiglio comunale aveva chiesto pure l’avvio delle procedure per l’eventuale decadenza.
Nel mirino, e nemmeno questo è un segreto, c’è, tra gli altri, Melissa Mongiardo. Stesso suo partito.
“Io capisco – dice Bizzarri – si sta costruendo il suo futuro, studia. Benissimo. Ma allora facesse una scelta”. Ultimamente si vede poco anche Livio Treta. Atteggiamento ritenuto poco “sportivo”. Sarà colpa della delega non avuta?
Tante preferenze, poche presenze. “C’è chi ha preso ottocento voti, ma poi? Dovrebbe essere sempre il primo in consiglio comunale a rispondere”. E invece: “Presenti vedo sempre quelli come me che di voti ne hanno presi magari 300.
Io sento la responsabilità e la mia presenza non la faccio mancare”.
A tutti gli altri: “Chi non può faccia il proprio mestiere, studi a tempo pieno”. In altre parole si dimettano.
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