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Latina - Tribunale - Fabio Lisei e Roberto Papini di San Lorenzo Nuovo vennero travolti e uccisi da una nube tossica

Operai morti ad Aprilia, chiesti nove rinvii a giudizio

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Fabio Lisei

Fabio Lisei

Roberto Papini

Roberto Papini

L'impianto di compostaggio Kyklos di Aprilia - Due operai viterbesi morti

L’impianto di compostaggio Kyklos di Aprilia – Due operai viterbesi morti

L'impianto di compostaggio Kyklos di Aprilia - Due operai viterbesi morti - L'intervento dei vigili del fuoco

L’impianto di compostaggio Kyklos di Aprilia – Due operai viterbesi morti – L’intervento dei vigili del fuoco

L'impianto di compostaggio Kyklos di Aprilia - Due operai viterbesi morti

L’impianto di compostaggio Kyklos di Aprilia – Due operai viterbesi morti

Latina – Chiesti nove rinvii a giudizio.

Per la morte dei due operai di San Lorenzo Nuovo nell’impianto Kylos di Aprilia, la pm di Latina Luigia Spinelli ha chiesto il processo per nove: sei persone e tre aziende. L’accusa è omicidio colposo.

L’incidente, il 28 luglio 2014. Fabio Lisei e Roberto Papini, 44 e 42 anni, operai di una ditta di Orvieto, furono travolti da una nube tossica mentre lavoravano nell’impianto di compostaggio: stavano caricando percolato su una cisterna. Per gli investigatori a ucciderli sarebbero state le esalazioni di acido solfidrico emanate dalla sostanza. L’autopsia parlerà di morte per sofferenza respiratoria acuta.

Ora i familiari di Lisei e Papini sono pronti a costituirsi parte civile, mentre la pm Spinelli ha chiesto nove rinvii a giudizio. Per Alessandro Filippi, presidente della Kyklos, titolare della discarica e nominato direttore generale di Ama cinque mesi dopo l’incidente ai due operai. Per due dirigenti dell’azienda, Sebastiano Reveglia e Fabrizio Martinelli. Per i datori di lavoro delle vittime, Davide e Danilo Mira, padre e figlio. E per il legale rappresentante della Eco2000, Andrea Pula.

Inoltre, per Eco2000 e Kyklos e per la Mira Giuseppe snc è stato chiesto un processo per violazioni amministrative, nelle persone di Luciano Piacentini, Davide e Daniele Mira e Andrea Pula.

Per la pm le violazioni compiute nell’impianto di Aprilia sarebbero state tante. E tutte avrebbero causato la morte dei due operai di San Lorenzo Nuovo. Per Spinelli, inoltre, il percolato prelevato dalla Kyklos andava qualificato come rifiuto pericoloso. Avendolo inquadrato come non dannoso, invece, l’azienda avrebbe risparmiato sui costi di smaltimento e su quelli delle protezioni di cui dovevano essere dotati i lavoratori.

La decisione del gup di Latina l’11 ottobre. Il giudice Mara Mattioli si pronuncerà sulle richieste di rinvio a giudizio della pm.


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1 agosto, 2016

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