![]() Luisa Ciambella |
Riceviamo e pubblichiamo – Caro Giulio,
in riferimento al dimensionamento scolastico, (che mi dicono approvato dalla commissione provinciale in data 15 novembre scorso), pur riconoscendo il grande sforzo fatto per limitare i danni di scelte scellerate imposte dalla riforma Gelmini (togliere 8 direzioni didattiche sulla nostra provincia), e previste dalle legge 111/ 2011 art. 19 comma 4 la quale prescrive:
“per garantire un processo di continuità didattica nell’ambito dello stesso ciclo di istruzione, a decorrere dall’anno scolastico 2011/2012 la scuola dell’infanzia, la scuola primaria, la scuola secondaria di primo grado sono aggregate in Istituti comprensivi”; non posso non considerare che nelle scelte fatte per la città di Viterbo, non si è sempre tenuto conto dei criteri di territorialità e continuità.
Mi spiego meglio. La creazione di un istituto comprensivo garantisce un percorso unitario e di continuità dal momento dell’ingresso dell’allievo, fino al momento dell’uscita al termine della scuola media. La proposta fatta e approvata dalla commissione provinciale in qualche caso non tiene conto di questa continuità oltre che delle vicinanza geografica delle scuole che compongono il percorso scolastico dell’alunno.
Infatti cancella un istituto comprensivo “ storico”, come quello del De Amicis. Questo Istituto è composto attualmente dai seguenti ordini di scuole: infanzia, primaria al Volta, infanzia , primaria e scuola secondaria di primo grado ubicate tutte nel quartiere Pilastro e nella zona Sacrario, evidentemente vicine e che garantiscono la centralità dell’alunno.
La proposta ha frammentato questa realtà suddividendo i vari plessi e ricollocandoli in altre realtà geograficamente distanti. Infatti, La scuola dell’infanzia e quella media della zona Pilastro sono state accorpate al nuovo Istituto comprensivo della Grandori di via Salamaro, venendo meno la continuità didattica.
La scuola primaria Volta, posta al Pilastro è stata accorpata alla scuola media Vanni in via Carlo Cattaneo, ovviamente fuori zona con tutti i disagi annessi e connessi per le famiglie. Faccio notare, venendo al pratico, il tortuoso cammino dei bambini del quartiere Pilastro: al loro ingresso nel mondo della scuola, si trovano a far parte dell’Istituto comprensivo Grandori; al termine del triennio, passano alla scuola elementare del loro quartiere Alessandro Volta ( 20 metri di distanza) facente parte però dell’Istituto comprensivo Vanni (i genitori andranno per tutti gli aspetti amministrativi in via Carlo Cattaneo all’Istituto Comprensivo Vanni, con relativo trasferimento di fascicolo personale del bimbo).
Concluso il percorso primario gli allievi transitano nuovamente nella scuola media più vicina che è la Tecchi e facente parte dell’Istituto comprensivo Grandori , così tornano alle origini con relativi trasferimenti. Converrai con me che si assiste ad un gioco dell’oca deleterio per gli alunni e per le loro famiglie.
Pertanto sono a chiederti di fare rivedere questo aspetto non secondario del piano di dimensionamento proprio per non vanificare i tanti sforzi fatti per limitare i danni di una riforma scellerata. Per le famiglie viterbesi del quartiere Pilastro e per quelli della De Amicis è un disagio troppo grosso da sopportare. Con una aggravante, nel piano, non si tiene conto nemmeno dei casi di spostamento degli alunni soprannumerari che comporterebbero l’iscrizione di questi non nel plesso più vicino ma in quello appartenente all’Istituto comprensivo da cui si dipende.
Altro elemento da non sottovalutare è che la De Amicis, come certamente saprai, è la prima scuola nata a Viterbo e quindi possiamo dire che rappresenta la storia stessa della Città, non si può cancellarla. Su proposta delle famiglie e degli operatori del settore, sono a chiederti di pretendere il mantenimento dell’istituto comprensivo De Amicis così come è.
Sperando di trovare la tua disponibilità, resto in attesa di capire come e in che tempi intenderai rimuovere questa svista che ha prodotto un grossolano errore che peserebbe sulle spalle dalle famiglie viterbesi.
Lisetta Ciambella
Consigliere comunale Pd
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