Viterbo – (g.f.) – Università, nella giungla delle tasse, dove da un ateneo all’altro le differenze sono sostanziali, l’Unitus si piazza in una fascia medio bassa.
Lo rivela il Sole 24 Ore, anche se il conteggio non è semplice, tra riduzioni, tipo di laurea, merito.
Mediamente, ogni anno l’importo versato da uno studente è di 938,62 euro. Somma al cui interno sono compresi quelli che rientrano nella prima e nella seconda fascia di reddito Isee, le più basse, con una spesa di 510 euro.
Se si passa alla terza fascia, la somma sale a 971 euro, 1100 in quarta. La tassa piena, invece, senza detrazioni, è di 1679 euro.
Le soglie Isee sono: 6mila euro, 10mila, 20mila euro, 30mila e oltre.
Nel confronto con tutti gli atenei romani, quello della Tuscia ha l’importo medio più basso, ad eccezione di Roma Foro Italico (1444 euro), anche se Roma Tre e Foro Italico sono quelle che per la prima e seconda fascia applicano una tassa inferiore, rispettivamente 488 e 451 euro.
A Perugia si va da 381 euro (prima e seconda fascia) a 781 e 1131, per una media di 2.026 euro, che a Siena scende a 1287 euro.
Secondo il quotidiano economico, le università più convenienti, considerando la prima soglia Isee, fino a seimila euro, sono Bologna, Foggia e Brescia, tutto sotto i 400 euro.
Prendendo invece un Isee a 30mila euro, si risparmia di più a Roma Foro Italico, 542 euro e Camerino 746 euro.
Sul fronte opposto, studiare costa di più a Urbino, con 888 euro di tassa per Isee fino a seimila euro e Venezia Iuav, 941 euro. Con reddito fino a trentamila euro, la fascia immediatamente prima del pagamento senza riduzioni, Napoli Seconda e Verona sono le più care, con in media oltre 1700 euro.
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