Viterbo – (p.p.) – “I tempi non erano maturi”. Massimo Mecarini minimizza sul rinvio dell’assemblea straordinaria dei facchini prevista per il 19 novembre.
Il presidente del Sodalizio parla di “lacune procedurali dello statuto che sono da rivedere”. Meglio rifletterci su, quindi.
Il rinvio della riunione è stato annunciato sulla pagina del Sodalizio con un messaggio del consiglio direttivo.
Nell’assemblea i facchini avrebbero dovuto votare una serie di proposte che avrebbero potuto cambiare profondamente lo statuto del sodalizio stesso.
Come mai questa decisione?
“E’ una questione, per lo più, di approfondimento – dice il presidente Mecarini -. Lo statuto, sotto certi punti di vista, è lacunoso, specie sulla modalità di voto segreta o palese. Quindi, per evitare ogni problema, abbiamo deciso di rimandare e riprendere la discussione una volta apportate modifiche su questo punto. Solo lacune procedurali, quindi, che devono essere sistemate”.
Per il momento non c’è una data.
“No, facciamo calmare le acque, poi vedremo”.
C’entrano, per caso, presunti contrasti all’interno del Sodalizio?
“No, non si tratta assolutamente di quello, ma ripeto, di lacune procedurali che dobbiamo superare. La cosa migliore è dunque quella di prendere in mano lo statuto e rivederlo. Ci siamo presi una pausa di riflessione”.
Lei come vede queste modifiche?
“Alcune sono giuste, altre meno… Alla fine, poi, non sono io a decidere, visto che il mio voto vale come quello di un qualsiasi altro facchino”.
Che ne pensa, per esempio, della fissazione di un massimo di tre mandati per le cariche di presidente, vicepresidente e capofacchino.
“Non la ritengo giusta, ma non per una questione di interesse personale. Ok, infatti, per il presidente, ma penso, per esempio al ruolo del capofacchino, per cui le cose sono più complicate. E’ una figura che va coltivata all’interno del Sodalizio e che, solo dopo un percorso, può arrivare alla sostituzione. Penso più a questo aspetto e non tanto a quello legato al mio.
E il termine massimo a 55 anni per portare materialmente la macchina?
“L’ho sempre condiviso, perché avrebbe consentito un maggiore scorrimento di giovani sotto la macchina”.
Invece per le modalità di voto?
“Le dobbiamo rivedere – conclude Mecarini -. E’ proprio su questo punto, e cioè su come si vota, che c’è l’impasse. Se in maniera segreta o palese. Sono cose a cui penseremo con calma. Evidentemente i tempi non sono maturi”.
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