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Bimbi travolti dai sassi a Grotte Santo Stefano - In tribunale il racconto delle mamme dei bambini di 5 e 9 anni sotterrati dalla frana nel 2013

“Credevo che mio figlio fosse morto sotto quel masso”

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Grotte Santo Stefano - Parcheggio accanto alla stazione

Grotte Santo Stefano – Parcheggio accanto alla stazione

Grotte Santo Stefano – “Mio figlio non dava cenni di vita, credevo fosse morto sotto quel masso”. In aula il racconto delle mamme dei bambini travolti da una valanga di sassi mentre giocavano nel nuovissimo parcheggio della stazione di Grotte Santo Stefano, frazione di Viterbo.

Era il 17 aprile 2013. I due bimbi rimasti sepolti sotto il crollo di un costone tufaceo avevano 5 e 9 anni. La parete che delimitava il nuovissimo parcheggio della stazione, fresco di lavori, venne giù all’improvviso franandogli addosso.

A giudizio per lesioni colpose gravissime, davanti al tribunale di Viterbo, un geometra del comune: M.F.. Ieri, il racconto delle mamme al giudice Silvia Mattei. Sono state ascoltate insieme a una decina di testimoni dell’accusa e di parte civile.

I due bimbi rimasero sotterrati per un tempo che sembrò infinito, schiacciati dal peso di un enorme masso. Le urla delle mamme richiamarono i pendolari appena scesi dal treno, che iniziarono a scavare finché non scoprirono i corpi dei bambini: il più grande aveva fatto scudo al più piccolo per proteggerlo.

“Mio figlio – dice la mamma del bimbo di 5 anni – non dava cenni di vita. Credevo fosse morto sotto quel masso. Il medico ha cercato di rianimarlo, poi lo hanno caricato sull’eliambulanza e portato al Gemelli. In ospedale è rimasto una settimana, ma ha subito un forte shock psicologico. Oggi non vuole più dormire da solo né a luce spenta; ha una serie di tic e paura degli spazi chiusi”.

Il bambino di 9 anni, invece, fu ricoverato al Belcolle in prognosi riservata, ferito all’anca e a una mano. A distanza di tre anni e numerose operazioni non si è ancora ripreso. “E’ stato sottoposto a quattro interventi – spiega la mamma -. Gli è stata ricostruita l’anca e ha passato mesi e mesi in ospedale, ora deve essere nuovamente rioperato. Nonostante siano passati tre anni e abbia ormai 13 anni, vive ancora nel terrore”.

I genitori dei due bimbi, costituiti parte civile al processo, sono rappresentati dall’avvocato Luigi Gioiosi. A difendere il geometra, l’avvocato Giovanni Bartoletti, secondo il quale, fino a oggi “il comune non si è assunto responsabilità”. Il sindaco Giulio Marini, all’epoca, dichiarava che il comune aveva aperto un’indagine.

L’area, transennata, era gestita in comodato d’uso dall’amministrazione comunale, in accordo con le Ferrovie dello Stato. Dopo la frana, il parcheggio finì sotto sequestro.

A gennaio la prossima udienza, quando il giudice Mattei conferirà al medico legale l’incarico di una perizia che accerti l’entità delle lesioni riportate dai bambini e un’eventuale invalidità permanente.


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15 dicembre, 2016

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