Montefiascone – Riceviamo e pubblichiamo – La “buona scuola” è fatta soprattutto di buoni insegnanti.
E buoni insegnanti sono quelli che non restano ancorati ad un sapere autoreferenziale e talvolta obsoleto. Gli insegnanti migliori sono quelli che accettano la sfida dell’innovazione sperimentando nuove metodologie d’insegnamento e promuovendo l’uso delle tecnologie informatiche nella didattica.
Sono quelli che si mettono in discussione e si pongono sempre nuovi obiettivi e soprattutto non smettono mai di formarsi.
La dirigenza dell’ Iiss “Dalla Chiesa” di Montefiascone ha evidentemente fatto propri questi principi se è vero che ha sempre favorito la mobilità internazionale dei propri alunni attraverso scambi culturali, stage linguistici e percorsi formativi all’estero, anche in ambito di alternanza scuola lavoro.
L’esperienza maturata in questi anni attraverso la partecipazione ai vari progetti Erasmus, viene ora estesa anche al corpo docente coinvolto nel progetto europeo Flash – Foreign Languages and integration as an Asset for ScHool development.
Il progetto si propone di migliorare le competenze linguistiche degli insegnanti, spesso limitate a livelli meramente scolastici nelle due lingue “canoniche”, vale a dire inglese e francese; di favorire l’adattamento ai differenti metodi di insegnamento utilizzati nelle scuole europee partner, diversità inerenti i sistemi di insegnamento, di rapporto con gli alunni e gestione della classe e dei tempi didattici; di rispondere alle esigenze del crescente numero di alunni Bes e Dsa attraverso l’apprendimento delle buone prassi attuate nelle scuole dei diversi paesi europei, pur in un ambito – quello dell’inclusione – in cui l’Italia è all’avanguardia in Europa e ha quindi molto da insegnare ai propri partner su questa rilevante e assai sensibile tematica.
In considerazione di ciò una ventina di docenti del “Dalla Chiesa” tra la primavera e l’estate si quest’anno partiranno alla volta di diverse destinazioni europee e precisamente Francia, Inghiterra, Finlandia e Danimarca per approfondire la loro preparazione linguistica, per affrontare tematiche relative all’inclusione o partecipare ad esperienze di job shadowing, in buona sostanza vedere come lavorano gli altri per confrontare ed ampliare le proprie esperienze professionali.
I vari percorsi formativi durano mediamente un paio di due settimane e sono aperti a tutti i docenti che vi hanno interesse. Gli esiti attesi riguardano naturalmente il consolidamento delle competenze linguistiche, una maggiore dimestichezza nella gestione delle relazioni internazionali e l’acquisizione di competenze nell’ambito delle buone pratiche inclusive per studenti con bisogni educativi speciali e ai fini del loro successo formativo.
Giuseppe Moscatelli
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