Viterbo – Un milione e mezzo spariti dalle casse dell’azienda del figlio.
E’ stato condannato a sei mesi di reclusione un imprenditore viterbese di 51 anni, imputato per appropriazione indebita davanti al tribunale di Viterbo.
Secondo l’accusa, pm Franco Pacifici, il 51enne “al fine di procurarsi un ingiusto profitto si è appropriato di un milione 549 euro”. La cifra è la somma “di trentatré prelievi effettuati dal conto corrente” dell’azienda del figlio, costituito parte civile nel procedimento insieme all’impresa. Entrambi sono stati rappresentati dall’avvocato Daniela Primavera.
Il “disegno criminoso”, come lo ha definito il pubblico ministero, sarebbe stato commesso dal giugno 2007 all’ottobre 2010. I trentatré prelievi corrispondono alla somma di “tre prelievi dall’importo complessivo di 231mila euro; sedici prelievi dall’importo complessivo di 780mila euro; dieci prelievi dall’importo complessivo di 446mila euro; un prelievo da 12mila euro; un cambio per ‘cassa’ di 20mila euro; e due prelievi dall’importo complessivo di 60mila euro”.
L’appropriazione indebita era stata contestata con l’aggravante di aver abusato delle relazioni col figlio, arrecandogli un “rilevante danno”.
Venerdì il tribunale di Viterbo, giudice Silvia Mattei, ha riconosciuto l’imputato colpevole, condannandolo a sei mesi di reclusione.
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