Viterbo – L’auto modificata non va, portatore di handicap condannato. Un disabile è stato condannato a un anno e quattro mesi per calunnia impropria (pena sospesa). E’ stato invece assolto dall’accusa di truffa.
Al centro della vicenda la querelle sorta tra il disabile, un meccanico e il proprietario di una vettura acquistata presso un’officina. Era in riparazione, ma in vendita. E il portatore di handicap si è fatto avanti, con l’impegno che venisse modificato il cambio in modo da renderla idonea anche alla guida di un invalido.
L’imputato, diventato invalido in seguito a un incidente stradale, avrebbe dovuto pagare la vettura modificata con un assegno da 7mila euro. “Ma l’auto, fatti 30 chilometri, si è fermata, si è rotta mentre andavo a Monterosi”, ha spiegato al giudice prima della sentenza. “Ha scoperto che per risparmiare non avevano messo il cambio per disabili originale. Lo sapevano tutti e due, sia il proprietario che l’officina”, ha sottolineato il difensore Alessandro Vettori. Da quel momento è iniziata la diatriba attorno a un assegno già pronto da intascare.
E’ finita a carte bollate, con l’invalido sul banco degli imputati. Il pm aveva chiesto addirittura una condanna a due anni e due mesi, ritenendolo colpevole di entrambi i reati a danno del proprietario della vettura e del meccanico. Per il giudice Silvia Mattei, nessuna truffa, ma lo ha condannato a un anno e quattro mesi per calunnia impropria. “Ricorreremo in appello”, ha anticipato la difesa.
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