Orte – Voleva raggiungere la Capitale in treno, senza però pagare il biglietto. Ma quando il capotreno si è opposto l’ha riempito di sputi e graffi in faccia. E’ successo alla stazione di Orte, e per quest’episodio una donna è stata condannata a quattro mesi di reclusione.
L’imputata era finita a processo con l’accusa di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Nel procedimento penale si era costituito parte civile lo stesso capotreno a cui ora spettano 500 euro di risarcimento danni, come stabilito dal tribunale di Viterbo.
Prima della sentenza, il giudice Silvia Mattei ha ascoltato l’agente della Polfer intervenuto. “Dopo l’aggressione – dice in aula il poliziotto – la donna si era chiusa nel bagno del treno fermo alla stazione di Orte. Non è uscita per un bel po’ di tempo, finché non è scappata. L’abbiamo rintracciata dopo un’ora, mentre tentava di prendere un altro treno per Roma”.
Per l’imputata il pubblico ministero aveva chiesto sei mesi di reclusione. Il giudice l’ha condannata a quattro mesi e quindici giorni, oltre al risarcimento dei danni nei confronti della parte civile quantificati in 500 euro.
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