Monterosi – Rapina a mano armata alla gioielleria del centro commerciale Mercatone Uno, tre condanne ai banditi caduti nella trappola dei carabinieri. Sono i malviventi che verso le 17,30 del 9 agosto 2013 – pistole in pugno – fecero in tempo a mettere a segno un colpo da 500 nel giro di pochi secondi, venendo subito catturati dai carabinieri che li stavano aspettando. Due romeni e un romano.
In azione i militari del nucleo operativo della compagnia di Civita Castellana agli ordini del tenente Umberto Filetto, in collaborazione con i colleghi della stazione di Monterosi coordinati dal maresciallo Mario Della Corte. Il blitz, che sventò il rischio di una sparatoria, fu chiamato operazione “Mercato di ferragosto”. Era stata tesa una trappola (fotocronaca – video).
Erano pronti a sparare. Pericolosissimi, hanno utilizzato armi col colpo in canna per minacciare le commesse. In manette finirono un 31enne romeno, gravato da precedenti specifici per una rapina in banca; un 48enne, anche lui romeno, pregiudicato; un 31enne romano, residente a Tor Bella Monaca e sottoposto a sorveglianza speciale. Tutti i componenti della banda hanno patteggiato ieri davanti al gup Savina Poli. Con lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito, due sono stati condannati a 2 anni e 4 mesi ciascuno. Il terzo, assistito dall’avvocato Ornella Rufini, è stato condannato a un anno e 4 mesi con la continuazione. Il giudice, inoltre, ha disposto la confisca e distruzione delle armi e dei caschi integrali usati per la rapina.
Armati. Organizzati. Veloci. Ma dentro la gioielleria hanno trovato i carabinieri ad aspettarli. Erano professionisti della rapina. Tutti con precedenti analoghi. “Un’organizzazione quasi militare”, secondo il tenente Umberto Filetto che con i suoi uomini ha impedito ai rapinatori di sparare e scappare. In tre sono finiti in manette per rapina aggravata dall’uso delle armi. Avevano impiegato appena due minuti e venti secondi per minacciare le commesse e infilare i gioielli nei sacchi. Ma i carabinieri sono stati più veloci.
“Li tenevamo d’occhio da più di una settimana – spiegò il tenente Filetto, illustrando l’operazione – avevano già messo a segno due rapine, sempre al Mercatone Uno. Una a Roma il 30 luglio, l’altra a Capena il 2 agosto. Colpivano di martedì e venerdì. Sempre nel tardo pomeriggio e in punti vendita posti su vie di fuga agevolate”. Proprio come il centro commerciale sulla Cassia. E’ nata così l’operazione “Mercato di ferragosto”. I carabinieri hanno capito subito che il Mercatone di Monterosi era nel mirino dei rapinatori. Una meta raggiungibile in un quarto d’ora, da Tor Bella Monaca col maxi scooter, e che assicurava una fuga altrettanto rapida. Un piano perfetto, se non fosse stato per l’intuito e la prontezza dei militari, che si sono fatti trovare in borghese già dentro il negozio. Pronti a bloccare i malviventi.
“Il negozio era pieno di gente – ha sottolineato il tenente Filetto – c’erano famiglie con bambini. Uno dei tre ha puntato la pistola contro il maresciallo Della Corte. Si poteva correre il rischio di una sparatoria, ma i miei uomini lo hanno sventato, grazie alla loro esperienza e preparazione”. In dieci secondi i rapinatori furono atterrati e disarmati. Erano attrezzati di tutto punto: due maxi scooter per raggiungere la meta; caschi integrali per coprire il volto; guanti ricoperti di colla per non lasciare impronte; sacche in cui riporre la refurtiva. E, ovviamente, pistole cariche. Pronte a sparare.
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