Roma – Appalti truccati negli aeroporti, chiesti sette rinvii a giudizio. Tra questi c’è anche Sergio Legnante, ex direttore dello scalo di Ciampino e competente anche della base di Viterbo.
A tre anni dai primi arresti, la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per sette persone (e altrettante società) in relazione ai presunti illeciti compiuti nei lavori eseguiti tra il 2011 e il 2014 presso gli aeroporti minori del Lazio, a cominciare da quello di Roma-Urbe.
E’ quanto emerge da un articolo di Repubblica Roma.
“A rischiare il processo – si legge nel pezzo – sono l’ex direttore Enac di Ciampino, Sergio Legnante, il funzionario Renato Lolli, l’ingegnere dell’ente Alfonso Mele, e poi l’imprenditore Massimiliano Mantovano, ritenuto il “dominus” effettivo di numerose ditte che si aggiudicavano in modo illegittimo gli appalti, e alcuni suoi collaboratori, Luigi Guerrini e Adriano Revelant e Miriam Brusca”.
Legnante era anche competente per le basi aeree di Roma Urbe, Rieti, Aquino e Viterbo.
Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere (esclusa per Lolli) finalizzata ai reati di corruzione, turbativa d’asta, falso e frode nelle pubbliche forniture.
“Le indagini – prosegue Repubblica Roma – erano state avviate dopo un’informativa della Polaria che aveva ricevuto una segnalazione da un funzionario interno a Enac e hanno portato alla luce un sistema collaudato di alterazione delle procedure di gara indette dall’ente e assegnate sempre a Mantovano. I costi delle opere, secondo l’accusa, venivano gonfiati e gli indebiti profitti divisi assieme ai funzionari pubblici infedeli come prezzo della corruzione”.
L’Enac sospese Sergio Legnante dal suo incarico il giorno dopo dell’arresto.
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