Grotte di Castro – Il vigile strappa la locandina che ironizza sulla polizia municipale dalla bacheca di Alleanza nazionale, lui gli dà dell’assassino e finisce sotto processo per minacce e oltraggio a pubblico ufficiale. Protagonista un ottantenne di Grotte di Castro.
Era il 29 aprile 2013. “Birbaccione, delinquente, assassino che hai sparato a uno in faccia e sei scappato”, ha urlato l’anziano al vigile urbano davanti a tutti in piazza Umberto I. Poi gli avrebbe messo un dito sotto la gola, sventolandogli il bastone davanti alla faccia. I carabinieri hanno portato il nonnetto in caserma e il vigile lo ha denunciato.
Al centro del processo la locandina della discordia appesa dall’ottantenne sulla bacheca del partito e rimossa dal poliziotto, che l’ha consegnata al sindaco. “Non voglio soldi, voglio che l’imputato venga punito. Si è rivoltato contro di me perché gli avevo staccato la locandina che prendeva in giro tutto il corpo della polizia municipale e la pubblica amministrazione”, ha ribadito ieri mattina il vigile urbano di Grotte di Castro al giudice Rita Cialoni, escludendo il ritiro della querela in cambio di un eventuale risarcimento.
Per il difensore dell’ottantenne, avvocato Silvia Tafani: “E’ stata una legittima reazione da parte del mio assistito all’illegittima rimozione della locandina che lui stesso aveva affisso sulla bacheca di An, in cui si denunciava simpaticamente il comportamentodei vigili urbani e della pubblica amministrazione”. Il pubblico ministero ha chiesto una condanna a tre mesi. Il giudice Cialoni, dopo una breve camera di consiglio, ha riqualificato il reato da oltraggio e minacce a pubblico ufficiale in ingiurie. Reato depenalizzato. Quindi ha prosciolto l’ottantenne.
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