Tuscania – Si schianta con l’auto che ha appena rubato, ma dopo aver provocato l’incidente continua la fuga. A piedi. I carabinieri lo hanno rintracciato poco dopo: il ladro aveva lasciato nella macchina – un’Opel Corsa – il cappello bianco e rosso e il suo cellulare, un Nokia. E’ successo a Tuscania.
Finito a processo per il furto dell’auto, ieri l’uomo si è difeso in aula davanti al giudice Giacomo Autizi. “Il berretto e il telefonino – dice – sono i miei. Ma mi trovavo su quella macchina per caso: avevo chiesto un passaggio a un amico e non sapevo che l’Opel fosse stata rubata. Me l’ha detto solo quando abbiamo fatto l’incidente e così spaventato è scappato. Rimasto solo, sono entrato nel panico. L’auto era distrutta e non sapevo cosa fare. Così sono fuggito anche io”.
I carabinieri, contattato il proprietario della macchina che ha confermato il furto, rintracciano l’imputato poco dopo. Nell’Opel, infatti, aveva lasciato il suo cappello e il telefonino. Fermato il 27 dicembre di quattro anni fa, è poi finito a processo. Nonostante il suo racconto in tribunale, il giudice lo ha condannato a quattro mesi di carcere più 104 euro di multa.
La procura aveva chiesto per l’uomo, detenuto per altra causa, un pena più alta: un anno di reclusione e trecento euro di multa.
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