Viterbo – “Un regista che sapeva lavorare sugli attori…”. Gigi Proietti ricorda Giorgio Capitani, il regista scomparso sabato a 89 anni e padre della fiction “Il maresciallo Rocca”.
Con lui, Proietti ha condiviso anni e anni di macchina da presa. Ora l’attore rievoca la vitalità, l’entusiasmo e la grande esperienza del regista. Quel regista che ha cucito su di lui la divisa del carabiniere più famoso d’Italia.
Insieme hanno calpestato i sampietrini delle vie della città e ammirato gli stessi scorci. Hanno sopportato il freddo e i sacrifici delle riprese. Momenti che si sono fermati nella mente di Proietti e che sono diventati ricordi di cui sorridere.
Come ha saputo della morte di Capitani?
“Era da un po’ che non lo vedevo – dice l’attore – perché si era trasferito a Viterbo e avevamo perso i contatti. Non sapevo nemmeno che stesse male. E’ stata una notizia bruttissima. Mi ha sorpreso pure sapere l’età, perché pensavo che avesse meno anni.
Ho un’immagine di lui assolutamente energica e vitale. Piena di entusiasmo. E’ stato triste sapere della sua scomparsa”.
Cosa ricorda di lei e Capitani insieme?
“Per esempio che, a Viterbo, abbiamo mangiato in tutti i ristoranti della città. Abbiamo praticamente fatto una ferma nell’Arma di nove anni.
E poi, insieme, abbiamo patito molto freddo, perché d’inverno nella piazza del Duomo, di notte, si gelava. Nonostante ciò, ci siamo divertiti, eravamo in simpatia e anche se girare la fiction era molto faticoso, il ricordo è assolutamente positivo. Era una persona gentile, educata e civile”.
Cosa le lascia in eredità?
“Dal punto di vista dell’amicizia, è stato un rapporto davvero cordiale. Professionalmente, mi ha dato molto, perché era un regista di quelli che sanno lavorare sugli attori. Io venivo da esperienze diverse, nel senso che, da molto tempo, non facevo personaggi, perché in teatro faccio me stesso, e per me è stato molto utile.
Era un regista che sapeva recitare e quindi sapeva anche dare delle indicazioni precise. Chi fa il mio mestiere sa cosa voglio dire, quando dico che di lui ci si poteva fidare anche per la sua grande esperienza.
Ricordo, inoltre, la grandissima leggerezza che aveva nel trattare la macchina da presa, ancora come un ragazzo, tutt’altro che superficiale.
Quella della scomparsa di Capitani è stata una notizia che mi ha molto spiazzato – conclude Proietti – e non credo di essere il solo, perché era una persona molto amata e stimata”.
Paola Pierdomenico
La città dà l’addio a Capitani questa mattina alle 10 alla basilica di Santa Rosa dove dono in programma i funerali del regista.
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