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Tribunale - L'accusa ha chiesto che venisse condannata a otto mesi - Per la difesa c'erano dubbi sull'identificazione dell'autrice del post

Minacce su Facebook a Daniela Bizzarri, grillina assolta

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Daniela Bizzarri ieri in tribunale

Daniela Bizzarri ieri in tribunale

Viterbo –  “Ti vengo a cercare e ti taglio la gola”. Minacce pesanti su Facebook, ma è stata assolta lo stesso, perché il fatto non sussiste, la grillina 49enne della provincia di Varese che il 30 gennaio 2014 si sarebbe scagliata sul social network contro la consigliera del Pd, Daniela Bizzarri.

Il pm aveva chiesto la condanna a una multa di 800 euro, il difensore di parte civile Pierluigi Bianchi una provvisionale di 5mila euro. Ma il giudice di pace Antonia Lucchesi ha optato per l’assoluzione a sorpresa, con formula piena, dopo la durissima arringa difensiva dell’avvocatessa Maria Luisa Piccirilli.

“Non c’è certezza che le frasi siano riconducibili all’imputata – ha detto Maria Luisa Piccirillii – lo ha detto la dirigente della Digos, ma la donna è stata sentita per delega dalla questura di Milano e peraltro si sarebbe autoaccusata, per cui le sue dichiarazioni non possono essere usate contro di lei. Inoltre agli atti c’è solo una fotocopia della pagina che essendo un documento informatico, per cassazione, non basta in quanto non ha data certa”.

Sconcertata Daniela Bizzarri, che a differenza dell’imputata, mai presente e difesa da un legale d’ufficio, non ha perso un’udienza. “Aspettiamo le motivazioni della sentenza”, ha commentato, palesemente delusa dall’inatteso esito del processo, dopo che anche l’accusa aveva chiesto la condanna dell’imputata.

A suo tempo – contando sulla giustizia – Daniela Bizzarri aveva rifiutato una proposta di risarcimento in cambio della remissione di querela. 

Davanti al giudice di pace del tribunale di Viterbo per minacce e ingiurie (reato depenalizzato) è finita una 49enne simpatizzante grillina di Carnago.

Oltre ad appellare Daniela Bizzarri con aggettivi volgari e offensivi, l’imputata le diede della “piddina schifosa”, passando poi a frasi ben più preoccupanti: “Occhio che trovo dove abiti e ti vengo a tagliare la gola. Ora inizio a entrare nel tuo pc e poi vedi che ti succede”.

Fatto sta che il computer di Daniela Bizzarri andò in tilt, convincendola a sporgere denuncia.

La sua colpa? Aver commentato, unendosi allo sdegno generale, la severa condanna dell’onorevole Donatella Ferranti al comportamento dei deputati M5S che, tra spintoni e urla, avevano occupato i banchi della presidenza. Motivo del contendere, lo schiaffo di un questore alla “cittadina” urlante Loredana Lupo.


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8 aprile, 2017

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