Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La Uil scuola intende rappresentare il disagio che il mondo della scuola sta vivendo a causa di un’azione di riforma sbagliata e negativa per il sistema scolastico italiano, che sta inducendo un’inaccettabile mutazione genetica della scuola pubblica statale che, come di recente dimostrato anche da un’indagine Ocse, ha svolto e svolge un’insostituibile azione di promozione e di sviluppo economico e sociale del Paese, con una certificata riduzione delle disuguaglianze che, invece, nella società sono in aumento.
Per evitare un pericoloso passo indietro, sono necessarie politiche per (ri)dare alla scuola quel ruolo centrale delineato dalla Costituzione italiana che garantisce libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e che la legge del governo vuole stravolgere.
Alcuni interventi sono in itinere e riguardano la possibilità di modifiche della legge 107, attraverso la contrattazione che ancora langue in un esasperante iter di modifica del T.U. n. 165 e il confronto sulle deleghe che è stato avviato in sede di commissioni parlamentari e che va completato con un confronto con il Miur, peraltro già avviato.
E’ in tale contesto che la Uil scuola metterà in campo azioni di mobilitazione per superare lo stallo che si registra nell’azione di governo della scuola: troppi silenzi e rinvii, troppe questioni ferme al bivio di strade contrapposte che il sistema scolastico non può ancora sopportare.
L’azione di governo deve realizzare risultati tangibili e concreti per i lavoratori che sono la premessa necessaria per dare stabilità ad un sistema che è in affanno e va sostenuto, innanzitutto dando certezze, attraverso l’adozione di organici in grado di risolvere i problemi derivanti dall’attuazione di una legge che, oltre che sbagliata nel merito, non ha tenuto in nessun conto gli effetti che sono drammaticamente evidenti.
Sugli organici si gioca la partita del rilancio: solo la trasformazione dei 25mila posti dell’organico di fatto potrà dare i risultati attesi di sostanziale rilancio del sistema. Si potrà rimediare agli errori dovuti alla mancanza di un progetto di fattibilità, dare risposte in termini di riduzione del precariato e riconoscere agli alunni una vera continuità didattica.
Rivedere le regole troppo rigide e dirigistiche per restituire valore e ruolo all’autonomia scolastica, intesa come autogoverno della scuola. Introdurre regole funzionali alla organizzazione scolastica del personale Ata che superino i vincoli per le sostituzioni, assegnando alle scuole un organico potenziato. Va sbloccato il reclutamento dei Dsga.
Occorre, inoltre, sbloccare il reclutamento dei dirigenti scolastici e rivedere il sistema di valutazione all’interno del nuovo Ccnl. Vanno ridefinite le modalità di riconoscimento della professionalità di tutto il personale diverse da quelle burocratiche attualmente in atto.
Occorre dare risposte a tutto il personale attraverso la messa a punto dell’accordo sul passaggio da ambito a scuola e l’apertura del Ccnl, per valorizzare il lavoro di tutti (dirigenti, docenti, personale educativo ed Ata) e per modificare, attraverso la contrattazione, le scelte sbagliate della legge 107/15.
Sono questioni urgenti che la Uil scuola sta affrontando e meritano una mobilitazione di supporto, verificando se esistono le condizioni per intraprendere un’azione unitaria con Flc-Cgil, Cisl scuola e Snals-Confsal, finalizzata alla realizzazione degli obiettivi di rilancio complessivo del sistema scolastico statale e del suo personale che ne rappresenta l’elemento costitutivo.
Diversamente, la Uil Scuola continuerà comunque il suo percorso di tutela della persona.
Silvia Somigli
Segretario generale Uil Viterbo
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