– Fuori Talete da Corchiano.
Il Comune rivuole la gestione del servizio idrico.
Ecco perché l’amministrazione guidata da Bengasi Battisti ha citato in giudizio la società presieduta da Marco Fedele. Sia il primo cittadino che il numero uno di Talete erano presenti all’udienza di ieri mattina, davanti al giudice civile del tribunale di Viterbo Silvia Mattei.
Colpa del gestore, secondo il Comune, quella di essersi macchiato di gravi inadempienze. Dal mancato pagamento dell’energia elettrica, ai controlli non effettuati sulla buona qualità dell’acqua, come testimoniano le alte concentrazioni di arsenico. Questo e molto altro si legge nel ricorso di urgenza scritto a quattro mani dagli avvocati del Comune, Mariarita Sermoneta e Roberto Purchiaroni, che lamentano che “le spese necessarie al funzionamento del sistema idrico integrato, non onorate dal gestore, hanno costretto il Comune ad anticiparle fuori bilancio, esponendo il Comune stesso a un sindacato della Corte dei conti”.
“Il Comune di Corchiano – è scritto, ancora, nel ricorso – ha dovuto sostenere anche i costi delle rate dei mutui relativi alle opere igienico-sanitarie che, per convenzione, Talete Spa si era espressamente impegnata ad assumersi e a onorare”. Affidarsi a Talete, insomma, è stata una scelta fin troppo dispendiosa, a detta del Comune, che si ritiene perfettamente in grado di gestire autonomamente il servizio idrico ed è questo che chiede al giudice.
Dagli ambienti di Talete, intanto, trapela assoluta tranquillità. La società respinge tutti gli addebiti e ribatte tramite il suo legale Mario Nuzzo. La risposta al ricorso è stata depositata all’udienza di ieri mattina.
I legali hanno tempo venti giorni per depositare ulteriori memorie. Dopodiché, il giudice scioglierà le riserve sul destino del servizio idrico di Corchiano, decidendo se lasciarlo a Talete o riaffidare gli impianti al Comune.
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