Vetralla – Astensione dei penalisti, ieri sono saltate il cento per cento delle udienze fissate davanti al giudice monocratico Silvia Mattei. Per l’esattezza 41 udienze su 41, che hanno subito un rinvio, più o meno lungo.
E’ slittata così anche l’ultima udienza del processo allo stalker ventenne, accusato di avere perseguitato per mesi una minorenne. Fino a quando la giovane, accompagnata dai genitori, non lo ha denunciato ai carabinieri di Vetralla.
Una vicenda lunga e tormentata, che proprio ieri avrebbe dovuto chiudersi con la discussione e la sentenza. Invece, se tutto va bene, se ne riparla fra sei mesi, il 20 dicembre, alla vigilia delle festività di fine anno.
Il giudice ha però sospeso il corso della prescrizione, come avevano già fatto lei e i suoi colleghi per tutti gli altri processi rinviati durante la terza settimana di protesta contro la riforma della giustizia indetta a livello nazionale dall’Unione delle camere penali.
La denuncia risale al 2013. Sul banco degli imputati con l’accusa di stalking è finito un giovane, all’epoca ventenne, che, invaghitosi di una quindicenne, prima avrebbe iniziato a lasciarle petali di rosa sullo zerbino, infine sarebbe arrivato a minacciarla di metterle una bomba sotto casa per ammazzarla assieme al padre, alla madre e alla sorella.
“Se non esci con me e non lasci stare i compiti, ammazzo te e tutta la tua famiglia”, l’avrebbe minacciata. La presunta vittima ha deposto in aula lo scorso 4 febbraio. “Pensava che fossi la sua fidanzata, invece io non me lo filavo proprio”, ha raccontato la giovane, oggi 19enne, parte civile con l’avvocato Stefania Sensini.
Il ventenne è difeso dall’avvocato Pier Paolo Grazini. Mesi di persecuzioni, secondo l’accusa. “Mi seguiva per strada, sul pullman quando venivo a scuola Viterbo, mi aspettava all’uscita e se stavo con un compagno di scuola mi faceva una scenata, si metteva davanti se stavo su una panchina a Pratogiardino o ai giardinetti di Cura. Mi ha minacciata di mettere le bombe sotto casa. Diceva sempre che mi ammazzava, che avrebbe ammazzato tutti”.
Un brutta storia che ha coinvolto anche i genitori dei ragazzi, arrivati a querelarsi reciprocamente.
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