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Ronciglione - Tribunale - Vittima una novantenne rimasta incastrata sul bidet - Gli imputati sono accusati di omicidio colposo in concorso

Si ustiona nella casa di riposo e muore, tre a processo

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Ronciglione – Anziana si ustiona con l’acqua bollente nella casa di riposo mentre si sta facendo il bidet e muore dopo un mese di calvario. A processo per omicidio colposo in concorso due responsabili della struttura e il medico convenzionato.

Era il 2011, ma il processo si è aperto solo ieri davanti al giudice Rita Cialoni. Parti civili la figlia e due nipoti dell’anziana, assistiti dall’avvocato Cristina Mancini.

Vittima una novantenne, originaria di Vetralla, ospite di una casa di riposo di Ronciglione.

L’anziana, da ritenersi per le sue condizioni parzialmente autosufficiente, stava provvedendo da sola alle abluzioni personali quando è avvenuto il drammatico incidente.

La donna è rimasta incastrata sul bidet con l’acqua bollente aperta, riportando ustioni di terzo grado sul 7 per cento della superficie corporea prima che venisse soccorsa e liberata.

La poveretta ha subito un primo intervento chirurgico d’urgenza all’ospedale di Belcolle, dopo di che è stata trasferita nella struttura specializzata per grandi ustionati del Sant’Eugenio di Roma, dove è stata sottoposta a escaretomia.

Nonostante la tempestività delle cure, però, la novantenne è deceduta dopo un mese di agonia, a causa delle complicanze insorte in seguito alle gravissime ustioni riportate. 

Secondo l’autopsia disposta dalla procura, c’è un nesso causale tra il decesso e le ustioni. E i tre imputati sarebbero colpevoli di “imprudenza, inerzia, negligenza e violazione delle norme regolatrici dell’accoglimento e assistenza a persone non autosufficienti”. 

La responsabile della casa di riposo, in particolare, avrebbe dovuto “predisporre ed attuare e vigilare sull’osservanza di adeguate cautele, sorveglianza, e assistenza medico-infremieristicae aiuto nel compimento della atti quotidiani della vita”. 

Corsa contro il tempo contro la prescrizione, che ha già falcidiato alcuni dei reati contestati agli imputati. Il giudice Cialoni, per arrivare al più presto alla sentenza di primo grado, ha già calendarizzato le prime quattro udienze. I primi quattro testimoni indicati dal pm Franco Pacifici saranno ascoltati il 10 luglio.


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9 maggio, 2017

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