– “E’ stata sconfitta la misoginia della destra”.
E’ il commento di Enrico Gasbarra, uno dei quattro candidati alla segreteria del Pd regionale, dopo la notizia dell’azzeramento della giunta Marini da parte del Tar per la mancanza delle quote rosa.
“Grazie al Partito democratico – precisa Gasbarra – dopo Roma anche a Viterbo viene sconfitta la misoginia della destra che evidentemente non ritiene le donne all’altezza di responsabilità di governo. La giunta di Palazzo dei Priori prima è stata paralizzata dal balletto del doppio incarico del sindaco-parlamentare e ora dall’azzeramento che sancisce il fallimento della destra a Viterbo”.
Gasbarra non è il solo ad andarci pesante. Al suo fianco si schiera praticamente tutto il Pd regionale, soddisfatto della decisione del Tar.
“Grazie al ricorso del deputato Sposetti è stata smascherata nuovamente la faccia della peggiore destra – afferma Marta Leonori, altra candidata alla segreteria del Pd del Lazio – che tra Viterbo e Roma calpesta i diritti delle donne utilizzandole solo per gli equilibri interni alle correnti del Pdl”.
La Leonori, poi, si stupisce del silenzio delle due esponenti di spicco del centrodestra laziale, la Polverini e Isabella Rauti, consigliera regionale. “Non possono far finta di nulla – conclude la Marta Leonori – di fronte a quanto accade nelle giunte di Roma e Viterbo”.
Parole di soddisfazione vengono anche dal responsabile degli Enti locali del Pd Davide Zoggia. “E’ un segnale importante – dichiara Zoggia -. Si tratta di un’azione giusta che impone il rispetto di una di quelle norme che, a parole, tutti chiedono ma che, nei fatti, ignorano. In un Paese come il nostro, dove l’accesso al lavoro per le donne è oltremodo penalizzato, servono leggi specifiche che vanno fatte rispettare”.
La sentenza del Tar, comunque, non impone al sindaco di realizzare obbligatoriamente la parità numerica di genere nella nomina dei componenti della giunta. “Impone – si legge nel testo della sentenza – che la verifica preventiva volta am individuare i soggetti nominabili sia effettuata con un serio approccio non preclusivo verso gli appartenenti dell’uno ovvero dell’altro genere”.
Sentenza recepita positivamente anche dalla consigliera comunale del Pd di Roma Monica Cirinnà, presidente della commissione delle elette di Roma Capitale, tra le protagoniste di una battaglia politica per la pari rappresentanza anche nella giunta del Campidoglio.
“Il Tar che condanna il Comune di Viterbo – dice la Cirinnà – rafforza ancor di più la nostra iniziativa per il rispetto dell’equa rappresentanza di genere anche nel Comune di Roma. Peraltro diviene ancor più necessaria la nostra richiesta di incontro alla ministra del Welfare Fornero, in quanto solo in un paese incivile si può pensare che l’unica via per giungere a un’equa rappresentanza nelle istituzioni di uomini e donne sia quella giudiziaria. Nei prossimi giorni proporrò tutte le ricorrenti al Tar per questioni di equa rappresentanza un incontro per coordinare le nostre azioni e programmare iniziative comuni”.
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