Tuscania – Picchia la moglie e le frattura il naso, lei si prende tutta la colpa e implora il giudice di farlo tornare a casa.
L’uomo, un 37enne, colpito dal divieto di avvicinamento imposto dal tribunale in cambio della revoca degli arresti, è costretto a vivere con la madre a Vetralla. La compagna, invece, una 43enne rimasta sola dal 12 ottobre scorso, quando il marito fu arrestato, vive a Tuscania.
Ieri ha supplicato il giudice Rita Cialoni, che le ha chiesto cosa desiderasse: “Io vorrei che tornasse a casa, giudice per favore…”. Il magistrato si è riservata: un paio di giorni, ha detto, per decidere cosa sia meglio per la coppia.
Una vicenda travagliata. Per l’uomo, processato per direttissima, era già arrivata la richiesta di condanna a un anno e mezzo. Era novembre, ma il giudice, a sorpresa, dopo una lunga camera di consiglio, ha deciso di rinviare la sentenza, disponendo una perizia psichiatrica su entrambi i coniugi, all’epoca conviventi da due anni e sposati da appena due mesi.
La moglie, unica testimone del processo col rito abbreviato condizionato, si era presa tutte le colpe dell’aggressione, avvenuta nel corso di una lite, nel cuore della notte. Entrambi depressi e in cura al Cim, avrebbero avuto screzi solo per problemi di soldi e lavoro.
La 43enne ha negato perfino di essere finita sette volte in un anno al pronto soccorso di Tarquinia per colpa del marito: braccia, gomiti e naso fratturati, sopracciglia spaccate, una maschera di sangue e lividi su tutto il corpo. Ai carabinieri ha detto che lui, avendo fatto boxe e arti marziali, picchia forte, che una volta l’ha frustata con un giornale arrotolato.
Ma in aula ha ritrattato tutto, rischiando la calunnia: “L’ho detto perché ero arrabbiata, erano incidenti domestici. Non ho paura di mio marito, mi manca tanto”. “Chiedo scusa, prometto di cercare lavoro, voglio stare con lei”, ha detto l’uomo.
Ieri la sentenza, condizionata alla perizia affidata alla psichiatra Cristiana Morera, è slittata ancora una volta, per l’astensione dei vice procuratori onorari, addirittura al 19 marzo 2018.
Giusto il tempo, per il difensore Francesco Maio del foro di Velletri, di chiedere la revoca del divieto di dimora a Tuscania e di avvicinamento alla moglie. A quel punto il giudice ha voluto sentire la diretta interessata, che, come durante la testimonianza, ha supplicato di farli tornare insieme: “La prego, mi manca tanto”.
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