– Lo sguardo di Tiziana non ci può lasciare indifferenti. La morte di una ragazza di appena 21 anni non ci può lasciare indifferenti. L’ennesimo incidente mortale non può passare nel silenzio.
Non si può sopportare che ogni settimana un ragazzo o una ragazza perdano la vita sulle nostre strade. Ciò che appare incredibile è che, di fronte a questa strage di ragazzi, nulla o poco si muova.
Non è più possibile stare inerti lì a guardare. Visto che ormai della classe dirigente viterbese resta ben poco, ci sentiamo di interpellare chi, in questa momento oscuro per la Tuscia, forse può fare qualcosa e qualcosa ha già fatto.
Ci rivolgiamo agli assessori provinciali che ci sembra abbiano qualche competenza in questo ambito: Gianmaria Santucci e Paolo Bianchini.
In due giorni ci sono stati un mortale sulla Tuscanese, in cui ha perso la vita Tiziana Tedeschi, e un altro incidente gravissimo che ha visto coinvolta un’altra ragazza. Due donne di 21 anni. Giovanissime. Situazioni, se si vuole, distanti e diverse, ma con la caratteristica di interpellare le nostre coscienze.
Ma ciò che ci interpella, va ribadito, sono gli occhi di Tiziana. Pieni di vita. Di gioia di vita. E’ il suo sorriso alla vita.
Per la luce che è in quegli occhi, chiediamo agli assessori Santucci e Bianchini di intervenire a più livelli. Dallo stato delle strade, agli interventi formativi nelle scuole, all’informazione minuta nelle discoteche coinvolgendo chi le gestisce, alla segnalazione luminosa delle curve più pericolose, all’idea, che in Europa e anche in Italia va prendendo piede, di iniziare a mettere sagome di giovani nelle strade dove si sono verificati incidenti mortali.
Non si tratta di inventare nulla. Non si tratta di una bega politica, ma di una questione politica, intesa nel senso più nobile. In Italia ci risulta che la provincia di Cuneo abbia già avviato il progetto, da oltre due anni, per l’istallazione di sagome deterrenti ai bordi delle strade.
Nelle strade ad alto rischio, proprio dove sono morti dei ragazzi, vengono istallate della sagome di legno come monito.
Alcune strade viterbesi, la Cassia, l’Aurelia bis e anche la Tuscanese, sono conosciute per la loro pericolosità. E allora si intervenga con tutte le risorse del caso, con tutte le idee già sperimentate in altre parti d’Italia e del Mondo. Negli Stati Uniti e in alcuni paesi europei le immagini degli incidenti più gravi e delle conseguenze sui ragazzi vengono mostrate nelle scuole. Senza nessuna titubanza. Tentando di creare un deterrente forte.
Gli occhi e il sorriso di Tiziana, e di tutti i ragazzi che abbiamo visto morire in questi ultimi tempi, impongono di intervenire.
Carlo Galeotti
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