– Quattro anni e mezzo di reclusione, multa di 900 euro e interdizione dai pubblici uffici per l’intera durata della pena.
E’ la condanna inflitta dal tribunale di Viterbo al 56enne romeno Argint Costica, accusato di estorsione nei confronti di un commerciante viterbese.
L’uomo aveva sporto denuncia a fine 2007. Alla polizia raccontò di essere entrato in società con C.G., 36enne di Vitorchiano, che versò, all’inizio, 20mila euro. Gli affari, però, andavano male. E quando i due decisero di interrompere il rapporto societario, C.G. pretese dal commerciante la restituzione di 56mila euro, anziché 20mila.
L’imputato Costica, stando alle indagini, sarebbe intervenuto in un secondo momento, minacciando il commerciante a più riprese e in diversi modi. Prima presentandosi al negozio della moglie del commerciante con fare, secondo l’accusa, intimidatorio. Poi, facendosi consegnare una tranche da 500 euro in un bar e mostrando al commerciante un proiettile: “Lo vedi questo? – gli avrebbe detto Costica – Ti sparo alle ginocchia”.
Il rapporto tra i due, per gli inquirenti, sarebbe andato avanti così per diversi mesi. Con la vittima che prendeva tempo e Costica che incalzava. Alternando apparenti rassicurazioni, del genere “ricordati che sono tuo amico”, a minacce inequivocabili, come quella che emergerebbe dalle intercettazioni: “Ti prendo la testa e te la macello”.
Fino all’arresto di C.G. e Costica per estorsione, nel febbraio 2008, nell’ambito dell’operazione Sergei (pseudonimo di Costica) della squadra mobile. Il primo è stato giudicato con rito abbreviato e condannato in primo grado anni fa. Il secondo è comparso in aula ieri mattina per l’ultima udienza del processo.
L’imputato, che ha voluto parlare con i giudici prima della sentenza, si è detto innocente. Completamente estraneo alle accuse.
“La polizia – ha detto Costica – mi ha descritto come una specie di capoclan, hanno parlato di estorsione, prostituzione, ma io non ne so niente. Non sono venuto in Italia per fare il delinquente”.
Argomenti che non gli hanno risparmiato la condanna a quattro anni e mezzo, con multa e interdizione dai pubblici uffici. In linea con le richieste dell’accusa, rappresentata dal pm Fabrizio Tucci.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY