Riceviamo e pubblichiamo – Nel recente dibattito sulla riorganizzazione degli enti locali, avviato anche a Viterbo, il coordinamento provinciale di Futuro e Libertà conferma con chiarezza il proprio impegno politico per l’abolizione delle province il cui ruolo dovrà essere drasticamente ridotto dalla legge 214/2011 (Decreto Salva Italia).
Il particolare momento di crisi finanziaria impone un fermo contenimento della spesa dello Stato che passa attraverso il taglio degli sprechi e degli enti inutili.
L’amministrazione provinciale di Viterbo, paralizzata per lunghi mesi alla ricerca di equilibri interni, assetti di potere e giochi di palazzo, ha ampiamente dimostrato la propria inutilità di fatto, diventando un “costo aggiuntivo” e un pesante ostacolo allo sviluppo del nostro territorio.
Il miglioramento dei servizi ai cittadini non ha bisogno di centri di potere o di elefantiaci apparati burocratici asserviti alla “casta”; serve, al contrario, un rafforzamento delle autonomie locali e un decentramento delle competenze a livello territoriale – nei Comuni – là dove i cittadini ne hanno effettivamente bisogno.
Futuro e Libertà sottolinea come non sia possibile chiedere sacrifici alle fasce sociali più deboli e, nello stesso tempo, ostinarsi a difendere un centralismo clientelare che accresce i costi della politica e produce una spesa senza controllo.
È necessario un radicale rinnovamento della classe dirigente e, questo è l’impegno di Futuro e Libertà, un nuovo modo di interpretare la politica che sappia farsi carico delle reali aspettative dei cittadini e del territorio.
Futuro e libertà
Coordinamento provinciale
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