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Mafia capitale - Crolla l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso - La difesa del re delle coop: "La procura ha perso"

Vent’anni a Carminati, diciannove a Buzzi

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Massimo Carminati

Massimo Carminati

Mafia Capitale - Un frammento del video con le intercettazioni

Mafia Capitale – Un frammento del video con le intercettazioni – Nel riquadro: Salvatore Buzzi

Roma – Un’associazione a delinquere, ma non di stampo mafioso.

In pratica, “Mafia capitale” non era mafia per la X sezione penale di Roma che hanno inflitto vent’anni a Massimo Carminati e diciannove a Salvatore Buzzi. I giudici sono usciti alle 13 col dispositivo della sentenza. 

Cinque anni a Andrea Tassone, ex presidente municipio di Ostia ed esponente Pd. Sei anni per Mirko Coratti, ex presidente del Consiglio comunale di Roma ed esponente Pd. Sei anni e mezzo a Luca Odevaine, componente del Tavolo di coordinamento nazionale sui migranti del Viminale, aumentati a otto anni per la continuazione rispetto alla pena già inflitta da due precedenti sentenze. Dieci anni a Franco Panzironi, ex amministratore delegato Ama. Undici anni a Luca Gramazio, ex consigliere comunale capitolino, come anche a Riccardo Brugia, ex Nar e braccio destro di Carminati, e Fabrizio Testa, ex manager Enav. Assolti Giovanni Fiscon Franco Ruggero e Rocco Rotolo.

“Sono state riconosciute quasi tutte le ipotesi corruttive contestate – commenta a caldo il procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo – devo leggere con attenzione il dispositivo. E’ stato un fenomeno di criminalità organizzata non mafioso. Le sentenze non devono deludere, devono essere rispettate. In parte la sentenza riconosce la bontà dei fatti contestati. Ci deve essere per chi fa il mio mestiere un approccio quanto più possibile laico  e razionale”.

Per il legale di Salvatore Buzzi, Alessandro Diddi, la procura “ha perso e non ci sono attenuanti sulla chiarezza e la nitidità della sentenza. Abbiamo liberato Roma dalla mafia, una mafia che è stata costruita”. 


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20 luglio, 2017

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