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Economia - I sapori viterbesi da Tirelli's, enoteca e miniristorante di Marco Tirelli nel quartiere multiculturale di Kreuzberg

“Vi faccio assaggiare la Tuscia a Berlino…”

di Stefania Moretti
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Berlino - Marco Tirelli con il cuoco Heinz Beck all'ambasciata italiana

Berlino – Marco Tirelli con il cuoco Heinz Beck all’ambasciata italiana

Berlino - La tavola imbandita da Tirelli's

Berlino – La tavola imbandita da Tirelli’s

Berlino - Una serata tipo da Tirelli's

Berlino – Una serata tipo da Tirelli’s

Berlino - L'esterno dell'enoteca e miniristorante Tirelli's

Berlino – L’esterno dell’enoteca e miniristorante Tirelli’s

Viterbo – C’è più Viterbo di quanto si pensi a Berlino. 
Nel crocevia di culture di Kreuzberg, si può cenare con un piatto di ravioli al sugo Coccia e dessert a base di “Nellina”. O assaggiare salumi viterbesi sorseggiando un rosso delle cantine Podere Grecchi, dalla Sammartinese in Germania. 

L’enoteca Tirelli’s esporta la Tuscia in Europa.

Fotocronaca: Un angolo di Tuscia a Berlino

Prende il nome – anzi, il cognome – dal suo fondatore Marco Tirelli, quarantacinquenne viterbese, vecchia gloria del basket, una laurea in Giurisprudenza e tanta voglia di mettersi in gioco. 

Così, un anno fa, è partito. Bagagli, moglie e figli al seguito, destinazione Berlino. Perché l’aveva affascinato. E soprattutto per la semplicità con cui spalanca porte ai giovani imprenditori. “Avviare un’attività qui è mille volte più facile”, racconta. “C’è meno burocrazia. I costi di partenza vengono abbattuti dall’assenza di spese onerose, come la registrazione del contratto d’affitto o il posizionamento di un’insegna. Quello che recuperi puoi risparmiarlo e reinvestirlo nella tua start-up”. 

Che facevi prima di trasferirti a Berlino?
“Gestivo la yogurteria sotto i portici, a Viterbo, di cui sono il titolare, insieme ai miei soci Marco Marano e Cesare Cardoni. Ma ero in cerca di stimoli nuovi. Più mi guardavo intorno e più pensavo che sarebbe stato difficile ripartire con una nuova avventura imprenditoriale nella mia città. Così sono andato a Berlino”.

Ma non hai dimenticato Viterbo…
“Come potrei? All’inizio importavo semplicemente prodotti locali in Germania. Poi ha preso forma l’idea di un miniristorante con 15 posti a sedere. Ed eccoci qua. Collabora con me anche Enrico Fontecedro, un architetto di Viterbo. Anche lui in cerca di nuove strade. Come me”. 

Quali prodotti locali offre la cucina di Tirelli’s?
“Abbiamo sughi della Tuscia e della laguna di Orbetello. L’olio Tamìa di Vetralla, pluripremiato e in esclusiva per la Germania: una nostra eccellenza riconosciuta a livello mondiale. Vini viterbesi ma anche umbri, toscani o marchigiani: Podere Grecchi, Papalino, Pacchiarotti, Valentini. E poi pasta fresca italiana di tutti i tipi, corta, lunga, ripiena. Ma l’elenco è sterminato…”.

I piatti preferiti della tua clientela?
“Apprezzano molto i ravioli e i tortelloni ai funghi porcini, ma anche l’olio e i vini dell’alta Tuscia, della Toscana, dell’Umbria. Merlot e Sagrantino vanno per la maggiore”. 

E al di li là della cucina cosa pensi colpisca del tuo locale?
“L’ambiente familiare, colloquiale. L’ho concepito come se fosse casa mia e da casa mia ho portato sedie, bicchieri, utensili che erano di mia nonna… così può capitare che a tavola i bicchieri non sono tutti uguali, come anche le sedie. Ma rientra nell’informalità del posto”.

Pensi di tornare a Viterbo?
“Torno ogni tre mesi per la mia attività ma definitivamente, almeno per ora, no. Non sono scappato: sono finito qui a Berlino per avere più forza imprenditoriale. Sogno di non fermarmi a Berlino. Vorrei continuare a investire, magari per far conoscere la mia terra in altre parti del mondo. Abbiamo eccellenze straordinarie che sono il volano per uscire dalla crisi. Dipende tutto da noi”. 

Stefania Moretti


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21 agosto, 2017

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