Soriano nel Cimino – (sil.co.) – Seducono e ricattano un settantenne, coppia condannata a 15 anni.
“Se torno in galera, ti taglio la testa e me la porto sotto il braccio”, avrebbe detto Django Barberio al 70enne sedotto e soggiogato dalla compagna Janina Vasilescu mentre lui era in carcere per fargli ritirare la denuncia.
Morale, oggi la coppia è stata condannata dal collegio per estorsione, truffa aggravata, furto aggravato e stalking ai danni dell’anziano.
Sette anni e dieci mesi più una multa di 2300 euro al 47enne di Soriano nel Cimino, sette anni e otto mesi più 2800 euro di multa alla quarantenne romena. Dovranno inoltre versare una provvisionale di 10mila euro alla vittima, che potrà chiedere in sede civile un più cospicuo risarcimento.
L’accusa aveva chiesto meno: sette anni e due mesi per lui, e sette anni per lei.
Quindici anni in due alla coppia criminale che, tra la fine del 2013 e il novembre 2014, avrebbe sedotto e ricattato un settantenne di Soriano nel Cimino, riuscendo a scucirgli 13mila euro.
Durissima la requisitoria del pubblico ministero Fabrizio Tucci che, ripercorrendo i vari episodi, ha parlato di “piano criminale”, “stillicidio”, “vittima cui attingere denaro”, “anziano in stato di completa soggezione”, ricatti a sfondo pedopornografico del tipo “abbiamo materiale compromettente trovato nel tuo pc”. Rilasciando spontanee dichiarazioni, Barberio ha fatto a tal proposito delle insinuazioni relative all’operato dei carabinieri, come se avessero costruito prove ad arte, per cui il pm ha chiesto il rinvio agli atti alla procura per calunnia.
Anche Vasilescu ha rilasciato spontanee dichiarazioni, a contenuto sessuale, per cui la difesa ha chiesto che venisse ascoltata a porte chiuse. Avrebbe parlato di parrucche e travestimenti che l’anziano le avrebbe chiesto di indossare per soddisfare le sue fantasie erotiche. Giochi hard, prestazioni particolari, in cambio dei quali l’anziano avrebbe sborsato di sua spontanea volontà migliaia di euro.
Per l’accusa, la donna avrebbe picchiato ripetutamente il settantenne. Dalle bruciature di sigaretta, ai pugni sugli occhi dati con un anello, provati da un selfie che l’anziano si sarebbe fatto, prima di trovare il coraggio di denunciare.
Sul computer, invece, avrebbe annotato giorno dopo giorno il suo calvario di vessazioni. Una volta Janina, della quale sarebbe stato perdutamente innamorato, al punto di portarsela in casa, lo avrebbe anche colpito alla testa con la caldaia del ferro da stiro. Andava bene se si limitava a prenderlo a sputi.
Janina Vasilescu, giunta in tribunale da Rebibbia scortata dalla penitenziaria, nel frattempo è finita nuovamente in carcere, il 13 giugno. Arrestata dai carabinieri a Cura di Vetralla mentre, ubriaca, stava picchiando una coppia di fratelli ultrasessantenni che la stavano ospitando in casa in attesa che ricevesse un lavoro dalla Caritas. Li avrebbe anche minacciati di ucciderli e di dargli fuoco alla casa, brandendo contro di loro un coltello da cucina. Il tutto per farsi dare 100 euro, motivo per cui è accusata anche di estorsione. Il pm ha chiesto l’acquisizione della denuncia e del decreto di giudizio immediato disposto l’11 luglio.
Per lei si preannuncia dunque un altro processo, mentre per entrambi è tuttora in corso quello scaturito dall’operazione Drago, in cui sono accusati anche di violenza sessuale ai danni di una connazionale della donna, costretta secondo l’accusa a prostituirsi sulla Salaria.
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