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Tribunale - Il gip nell'accogliere la richiesta della procura: "La notizia di reato è infondata" - Nell'inchiesta finirono anche la prefetta Scolamiero e il viceprefetto Tarricone, l'ex funzionaria provinciale Tosini e l'ex comandante nazionale della Polstrada Mazzilli

Archiviata l’inchiesta sui tutor

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L'ex prefetta Antonella Scolamiero

L’ex prefetta Antonella Scolamiero

L'ex viceprefetto Francesco Tarricone

L’ex viceprefetto Francesco Tarricone

Flaminia Tosini

Flaminia Tosini

Domenico Mazzilli

Domenico Mazzilli

Viterbo – Archiviata l’inchiesta sui tutor, la bomba a orologeria del 2015 su provincia e prefettura, oltreché sulle società Postetributi e Safety 21 che installarono il rilevatore sulla Nepesina. L’archiviazione è stata disposta dal gip del tribunale di Viterbo Stefano Pepe su richiesta della procura, “per infondatezza della notizia di reato”.

Nel registro degli indagati finirono l’ex dirigente provinciale Flaminia Tosini, che avrebbe curato la pratica dell’affidamento. Renato Del Balzo Di Presenzano, responsabile di Postetributi. I dirigenti della Safety, primo fra tutti l’ex numero uno nazionale della Polstrada Domenico Mazzilli. L’amministratore delegato Gianluca Longo e i responsabili commerciali area nord e area centro, Maurizio Bonissi e Paolo Tommasini. E persino l’ex prefetta Antonella Scolamiero e l’allora viceprefetto Francesco Tarricone. Gli unici accusati di concussione, mentre gli altri rispondevano del reato di abuso d’ufficio.

Per Tosini c’era anche la turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Secondo i pubblici ministeri Massimiliano Siddi e Stefano d’Arma, l’ex dirigente provinciale “nell’assicurare alla Safety 21 l’inserimento nel capitolato di clausole concordate o comunque gradite alla società, e nel garantire il suo interessamento per il buon esito della procedura di appalto, turbava il procedimento per condizionare le modalità di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione e per favorire la società”.

Poi l’abuso d’ufficio. Per i pm, i dirigenti della Safety 21 e il responsabile di Postetributi, in concorso con Tosini, “in carenza dei presupposti legalmente previsti, in relazione all’affidamento diretto dell’appalto alle società Postetributi e Safety 21” avrebbero “intenzionalmente procurato alle società un ingiusto vantaggio patrimoniale”.

Ma nel registro degli indagati finirono, per concussione, anche l’ex prefetta Scolamiero e l’allora viceprefetto Tarricone. Secondo la procura di Viterbo, “abusando dei loro poteri, mediante minaccia costringevano un dirigente della Polstrada a formulare, durante una riunione dell’osservatorio sull’incidentalità che aveva a oggetto l’installazione di tutor in cinque tratti di altrettante strade provinciali, un parere tecnico difforme da quello spontaneamente maturato”.

Scolamiero, in particolare, “con una telefonata all’agente della Polstrada, manifestava il proprio interesse alla questione del posizionamento dei tutor e gli chiedeva di provvedere con la massima celerità agli adempimenti di sua competenza”. Tarricone, invece, secondo i pubblici ministeri, gli avrebbe inviato “due sms dal seguente tenore minatorio: ‘Il pref vuole i tutor, capisci a me’ e ‘Oggi dobbiamo decidere auspicando l’ok'”.

Tutte queste accuse sono poi state archiviate perché, come spiegano i pm Siddi e D’Arma nella richiesta di archiviazione, “dall’attività di indagine effettuata non sono emersi elementi idonei a ricostruire compitamente i fatti”. In particolare, “non è stato possibile accertare se i contatti e le relazioni, certamente improprie e inopportune, avviate tra Tosini e i referenti della Safety 21 abbiano assunto carattere tale da rappresentare un potenziale turbamento della procedura di evidenza pubblica”.

Per quanto riguarda l’abuso d’ufficio, invece, “deve escludersi la sussistenza di elementi idonei a dimostrare la ricorrenza del dolo intenzionale dell’abuso d’ufficio nella vicenda concernente l’affidamento diretto, prescindendo da ogni valutazione in merito alla legittimità dell’affidamento”. Per la procura di Viterbo, “non è stato possibile accertare neppure se l’intervento, certamente sospetto e irrituale, di Tarricone sull’agente della Polstrada sia stato effettivamente finalizzato a tutelare interessi estranei a quelli della pubblica amministrazione, e quale ruolo abbiano avuto eventuali indicazioni o direttive ricevute da Scolamiero”.

E per “infondatezza della notizia di reato”, i pm hanno chiesto l’archiviazione del procedimento nei confronti degli indagati. Richiesta accolta dal gip.


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26 ottobre, 2017

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