Viterbo – A distanza di sette anni, non si è ancora chiuso il processo per la morte di Ludovico Tomarelli, il pensionato di 82 anni, zio dell’ex assessore comunale Sandro Zucchi, deceduto il 5 novembre 2010 in un drammatico incidente avvenuto verso mezzogiorno in via Vicenza, all’altezza della farmacia dei Cappuccini.
L’anziano finì sotto le ruote di un furgoncino Opel Vivaro, mentre andava a buttare l’immondizia. A giudizio per omicidio colposo l’uomo che era alla guida del mezzo, un ultrasessantenne, titolare di una ditta che produce oggetti in ferro.
Tra i primi soccorritori un uomo che si trovava sul lato opposto della strada, appena uscito dalla redazione di un quotidiano locale situata proprio di fronte al luogo dell’impatto, subito dopo l’incrocio per via Piave. E’ stato sentito ieri dal giudice Silvia Mattei. Ha confermato l’insolita posizione della vittima, il cui corpo sarebbe stato metà sotto il furgone, vicino alla ruota posteriore destra, e metà fuori. Senza però che il veicolo lo avesse calpestato con le ruote anteriori, secondo quanto emerso dalle perizie dei medici legali, sentiti nelle precedenti udienze. Come se fosse scivolato sotto.
Per la prima volta è stato sentito in aula l’imputato, difeso dagli avvocati Carlo Mezzetti e Gianluca Papalia, che ha raccontato come in quel momento il traffico in via Vicenza fosse completamente paralizzato. “Eravamo fermi, nemmeno a passo d’uomo, completamente fermi – ha detto – un lungo serpentone che da piazza dell’Ortigara andava fino al semaforo del passaggio a livello. A un certo punto, mi muovo, sento uno struscio da dietro, penso di avere calpestato un cartone, scendo per vedere e trovo il signore sotto, anzi sotto per metà, con la testa fuori”.
L’automobista non era al telefono, non c’erano strisce pedonali, per quel tragico incidente non ha ricevuto multe. Il medico che lo ha visitato subito dopo ha parlato di ferite al braccio, compatibili con uno sfregamento sull’asfalto. Dall’autopsia risulta la morte per emorragia interna dovuta alle gravissime lesioni al torace, allo sterno e alle vertebre. All’inizio non si escludeva un possibile malore.
Il processo è stato rinviato al prossimo 12 gennaio per sentire i testimoni della difesa.
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