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Viterbo - Il critico d'arte Luca Nannipieri al Centro il leone per parlare dell'Italia che cade a pezzi - Il capoluogo non fa eccezione

“Una città sporca e peggiorata negli ultimi anni”

di Giuseppe Ferlicca
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Luca Nannipieri

Luca Nannipieri

Luca Nannipieri ed Emanuele Ricucci

Luca Nannipieri ed Emanuele Ricucci

Viterbo - L'incontro con Nannipieri

Viterbo – L’incontro con Nannipieri

Luca Nannipieri

Luca Nannipieri

Viterbo – “Frequento Viterbo spesso e la vedo peggiorata negli ultimi anni”. Sporcizia e abbandono. A Luca Nannipieri, critico d’arte, volto di Rai1 e giornalista per Panorama e il Il Giornale, oggi sono serviti pochi minuti per farsi un’idea sullo stato della città.

Gli è bastato scendere dal treno.

“Volevo fare il biglietto di ritorno – ricorda Nannipieri – ma mi è stato detto che prima di lunedì non si poteva”. Uscendo dalla stazione, anche peggio.

“La sporcizia si nota – continua Nannipieri – è un dolore per chi ci vive, ma anche per me è una sofferenza, nel vedere una delle più belle città d’Italia ridotta così”.

Nannipieri è nel capoluogo per partecipare all’Autunno culturale, ciclo d’incontri voluto dal Centro studi il leone e curato da Emanuele Ricucci.

“Viterbo – continua Nannipieri – con la sua rete di comuni e bellezze, le necropoli e le chiese che tessono il territorio intorno, ne fanno una capitale dell’arte”. Come tale andrebbe considerata.

Ma in Italia, il capoluogo della Tuscia non è un’eccezione. Non a caso, il tema dell’incontro è la bellissima Italia che cade a pezzi.

Turismo, centri storici tra pubblico e privato, con una domanda. Gli italiani meritano il patrimonio più importante del mondo?

Verrebbe da rispondere di no.

“Se hai una chiesa – osserva Nannipieri – non puoi farne un nightclub.

Abbiamo siti archeologici nell’abbandono, quando potrebbero essere volano per il rilancio economico”.

Ricchezze in ogni angolo d’Italia. “Esistono tante realtà – sostiene Nannipieri – ciascuna città con una chiesa, palazzi, che se fossero dati in gestione, potrebbero rinascere”.

Piuttosto che vederli morire ogni giorno, accettare il contributo che anche i privati possono dare. Dove il pubblico non può arrivare, perché il modello Civita di Bagnoregio non è replicabile ovunque.

Mentre i cittadini possono giocare un ruolo importante nel prendersi cura dei beni. “Anche se le associazioni – osserva Nannipieri – non devono essere la stampella dello Stato, che magari non ha soldi e non può tenere aperto un museo, ma tanto ci pensano le associazioni. I cittadini devono essere protagonisti, non stampelle”.

E con la cultura si può fare profitto: “È tutta salute, attorno vi gravitano interessi, corretti, persone che lavorano. Altrimenti, se i capolavori restano chiusi, attorno ci gravitano i topi e si ricoprono di polvere.

Non capisco chi il profitto lo fa vendendo i suoi libri o le sue canzonette e poi si scandalizza se si vuole trarre lo stesso profitto da una pala d’altare”.

Giuseppe Ferlicca


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4 novembre, 2017

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