Orte – (sil.co.) – Un morto e 15 evacuati nel gravissimo incendio sviluppatosi al piano terra di una palazzina dell’Ater a Orte, a processo per omicidio colposo uno degli inquilini dello stabile.
Si tratta di uno degli assegnatari degli alloggi popolari del palazzo di cinque piani situato in corso Garibaldi. L’uomo, assistito dall’avvocato Angelo Giuliani, è stato rinviato a giudizio ieri dal gup Rita Cialoni, in quanto le fiamme si sarebbero sviluppate da un congelatore di proprietà dell’imputato, che lo avrebbe tenuto in uno scantinato. Parte civile il figlio della vittima, assistito dall’avvocato Roberto Massatani.
Sulla tragedia, avvenuta verso l’una e mezza della notte tra il 14 e il 15 marzo 2016, la procura ha aperto un’inchiesta, finita con l’iscrizione nel registro degli indagati dell’inquilino dopo la scoperta che l’innesco era stato quel surgelatore, custodito sembra in un locale fatiscente e non a norma.
Un incendio doloso o colposo, dunque, anche se bisognerà aspettare il processo per sapere con certezza cosa lo abbia provocato. Non si sa infatti se le fiamme siano divampate perché la cella frigorifera era stata collegata in maniera approssimativa alla corrente elettrica oppure a causa di un fatale corto circuito.
Fatto sta che in breve l’intero edificio fu avvolto da un fumo acre, che provocò un fuggi fuggi di tutti i residenti, tra i quali la vittima. A farne le spese un anziano di 85 anni, Luigi Stefanini, ucciso dalla nuvola di monossido di carbonio che lo avrebbe investito mentre cercava una via d’uscita, non appena aperta la porta di casa. Il poveretto, colto da malore, non avrebbe fatto neanche in tempo a imboccare per le scale.
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Furono attimi drammatici. Troppo pericoloso passare dalle scale. I vigili del fuoco furono costretti a evacuare le persone rimaste intrappolate ai piani superiori della palazzina dalle finestre e dai balconi con l’aiuto dell’autoscala. Sotto le ambulanze pronte a trasferire in ospedale eventuali feriti.
In totale dovettero abbandonare in fretta e furia la propria abitazione 15 persone. Momenti di grande concitazione, dopo di che i pompieri riuscirono a fare in modo che le fiamme non si propagassero ulteriormente negli altri appartamenti.
Due gli appartamenti danneggiati e dichiarati inagibili, al primo e al secondo piano. Il corpo senza vita di Stefanini, fu ritrovato nella camera da letto dell’appartamento al secondo piano, dove l’anziano viveva e dove è stato colto dal malore che gli è stato fatale dopo avere respirato il velenoso fumo sprigionato dall’incendio, che lo ha intossicato.
Inutile ogni tentativo di soccorso da parte dei sanitari del 118, intervenuti sul posto assieme a carabinieri e vigili del fuoco.
Per il poveretto, nonostante la tempestività dell’intervento, non c’è stato niente da fare. E’ morto avvelenato. L’autopsia ha poi confermato che a causare il decesso è stata un’asfissia provocata dal monossido di carbonio respirato a causa dell’incendio.
Il processo a carico del presunto responsabile si aprirà il prossimo 15 marzo. Ed è già scontato che sarà guerra tra periti.
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