Bassano in Teverina – Litiga per motivi di viabilità con una comitiva di ciclisti, ne investe uno e scappa. Per questo una donna è finita sotto processo con la grave accusa di omissione di soccorso.
Era l’8 giugno 2014, una domenica mattina, quando la presunta pirata della strada avrebbe inveito contro un gruppo di una ventina di appassionati delle due ruote che, parlando tra di loro durante la pedalata, le avrebbero ostruito la strada.
L’imputata sarebbe stata alla guida di un’Alfa Romeo 166 di colore scuro di proprietà del compagno nel territorio del comune di Bassano in Teverina, diretta verso lo svincolo della superstrada. A bordo anche l’uomo e la figlioletta della donna.
“A un certo punto ci siamo ritrovati davanti una ventina di ciclisti che parlavano tra loro, occupando tutta la carreggiata. Lei gli ha suonato il clacson un paio di volte, ma loro, invece di spostarsi, hanno risposto con urla e insulti”, ha raccontato venerdì sl giudice Silvia Mattei il compagno, diventato nel frattempo ex.
“Dopo un paio di curve è finalmente riuscita a superarli, ma alla terza curva se ne è trovato improvvisamente davanti un altro che era praticamente fermo in mezzo alla strada. Allora ha inchiodato, ma proprio in quel momento sopraggiungeva da dietro un altro dei ciclisti che, vedendo la macchina ferma, deve avere frenato e si è ribaltato, cadendo a terra. Però si è rialzato subito e ha raccolto delle pietre come per tirarle verso la vettura, per cui lei si è spaventata e siamo andati via di corsa. Poi sono venuti a cercarla i carabinieri ed è stata denunciata per omissione di soccorso”.
In aula anche uno dei carabinieri intervenuti: “Ci hanno fermato un gruppo di ciclisti mentre passavamo. Uno era a terra con delle escoriazioni e gli altri ci hanno riferito do un’auto che aveva fatto una strana manovra, dandoci il numero di targa, tramite il quale abbiamo rintracciato la presunta conducente”.
Tra i testimoni anche due ciclisti. “Ciclisti della domenica – hanno detto -, era un’uscita di gruppo. Uno di noi ha avuto un battibecco con un automobilista, non so se uomo o donna. Poi la macchina ha frenato e lui, che era dietro, è caduto per terra, mentre la macchina scappava. La botta l’ha presa, ma non abbiamo visto nessun contatto. Lo abbiamo soccorso noi e poi abbiamo chiamato la moglie, che è venuta a riprenderselo”.
Alla fine lo stesso pm Cristiano Ricciutelli ha chiesto il proscioglimento della presunta pirata della strada. Il giudice Silvia Mattei ha convenuto con l’accusa e la difesa, assolvendo l’imputata.
Nessuna prova della collisione, semmai del mancato rispetto della distanza di sicurezza da parte del ciclista; nessuna certezza che fosse lei alla guida; nessuna omissione di soccorso da parte dell’imputata, perché la vittima è stata immediatamente aiutata dai compagni.
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