Monterosi – (sil.co.) – Gli trovano un fucile da caccia rubato in camera da letto, condannato a un anno e quattro mesi senza la sospensione condizionale della pena. Troppi precedenti, per ora resta ai domiciliari.
Protagonista un allevatore di animali esotici, a casa del quale è stato rinvenuto anche un grosso serpente.
E’ uno dei due uomini finiti nel mirino dei carabinieri della stazione di Monterosi e del nucleo operativo della compagnia di Civita Castellana il 2 ottobre scorso.
Processato nei giorni scorsi per direttissima, l’uomo è stato condannato dal giudice Giacomo Autizi a 16 mesi di reclusione e 2400 euro di multa e – per via dei precedenti – gli è stata confermata la misura di custodia cautelare agli arresti domiciliari.
La difesa ha chiesto che possa almeno tornare a lavorare, per mantenere i figli minorenni. “Il mio assistito ha cambiato da tempo vita – ha sottolineato l’avvocato Carla Serra, del foro di Roma – lavora per un allevamento di animali esotici, come dimostra il ritrovamento nella sua abitazione di un serpente, un animale praticamente domestico, che i carabinieri hanno appurato essere regolarmente detenuto, di sua proprietà ormai da anni”.
Il pm ha dato parere favorevole, ma il giudice si è riservato di esprimersi entro cinque giorni, dopo avere studiato le carte relative ai trascorsi dell’imputato.
Entrambi italiani, i due uomini sono stati fermati il mese scorso al termine di un blitz mirato in un casale nella campagne di Monterosi, da tempo tenuto d’occhio dai militari.
L’imputato è stato arrestato per detenzione di armi e relative munizioni. Mentre l’altro è stato denunciato a piede libero per detenzione di munizionamento da guerra e sostanza stupefacente, nello specifico una pianta di marijuana altra circa 80 centimetri nonché 825 cartucce di varie marche e tipologia, che sarebbero appartenute al padre deceduto.
Durante la perquisizione nella camera in uso all’imputato, i carabinieri hanno rinvenuto quattro cartucce e il fucile monocanna semiautomatico calibro 12 marca Browning finiti al centro del processo per ricettazione e violazione della disciplina sulle armi.
Ai carabinieri è bastato un veloce controllo per scoprire che l’arma risultava oggetto di un furto regolarmente denunciato, messo a segno il 4 febbraio scorso a Bassano Romano. L’imputato, dal canto suo, ha sempre detto di avere rinvenuto il fucile da caccia nelle campagne.
“Il fucile era stato asportato da casa della vittima del furto assieme ad altri oggetti – ha detto il difensore Serra – evidentemente i ladri sono scappati col resto della refurtiva e si sono liberati dell’arma, troppo pericolosa da rubare, buttandola nei campi. E’ verosimile che i malviventi se ne siano liberati e il mio assistito l’abbia ritrova senza avere la consapevolezza della provenienza illecita”.
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