Ronciglione – Spara un colpo di pistola alla compagna e la manca, condannato a otto mesi per violenza privata e minaccia aggravata dall’uso dell’arma.
Una tragedia sfiorata per la quale l’uomo, inizialmente, era indagato per tentato omicidio. Accusa diventata più leggera perché il colpo è finito sul pavimento, per cui non avrebbe mai potuto raggiungere la donna.
Si è chiuso ieri con il rito abbreviato, e quindi con lo sconto di un terzo della pena, il processo per direttissima al 49enne di Ronciglione, ex guardia giurata, arrestato lo scorso mese di settembre per avere sparato alla convivente, una 43enne di origini romene, durante una lite furibonda, avvenuta in casa, alla presenza dei figli, che però si sarebbero trovati in un’altra stanza.
Il litigio sarebbe iniziato a parole e poi man mano gli animi si sarebbero accesi fino a quando l’uomo è entrato nella camera da letto, ha preso la pistola che deteneva regolarmente e dopo averla armata, allo scopo di costringere la donna ad uscire di casa con i suoi due figli, ha esploso un colpo sul pavimento della cucina, dove la vittima si era rifugiata.
I carabinieri intervenuti in soccorso della donna e dei figli hanno rinvenuto sia l’arma utilizzata che il bossolo con la relativa ogiva, per i quali il giudice Silvia Mattei, contestualmente alla sentenza, ha disposto la confisca. Il magistrato, inoltre, ha disposto la revoca sia della misura dell’allontanamento che del divieto di avvicinamento.
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