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Presidenza Partito democratico - Le mozioni Bachelet e Leonori presentano ricorso

Aldo Fabbrini ineleggibile

di Giuseppe Ferlicca
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Aldo Fabbrini

– Aldo Fabbrini presidente Pd? Non si può fare. L’odissea democratica continua.

Al primo tentativo non ha raggiunto il 50% più uno dei voti, al ballottaggio con Cristiana Antonelli ce l’ha fatta, ma a quanto pare ora tutto torna in gioco.

Stamani le due mozioni di minoranza (Bachelet e Leonori) hanno presentato ricorso chiedendo d’invalidare l’elezione. Motivo: Fabbrini non può essere eletto in quanto non fa parte dell’assemblea provinciale eletta al congresso.

Quindi se il ricorso sarà accettato, via Fabbrini e al suo posto arriverebbe la concorrente Cristiana Antonelli, che ha ottenuto 32 voti.

Perché non sarebbe invalidata la votazione, ma solo la candidatura di Fabbrini. Altrimenti si ricomincia tutto daccapo. Terza votazione, con un altro candidato.

“Appare evidente – si legge nel ricorso presentato – che il presidente dell’assemblea provinciale debba necessariamente essere scelto tra i membri della medesima, non potendo, per principio generale, un simile organismo elettivo di formazione congressuale essere presieduto da un soggetto esterno”.

Quindi: “Fabbrini non è membro d’assemblea, come documentato anche dall’elenco dei componenti che risulta dal sito Pd di Viterbo. Al congresso a seguito del quale l’assemblea provinciale è stata eletta, rivestiva l’incarico di presidente della commissione per il congresso, ruolo che gli impediva, per evidenti ragioni d’incompatibilità, la candidatura nelle liste bloccate che furono sottoposte ai circoli”.

Non solo: “In nessuna riunione dell’assemblea o direzione provinciale, o di alcun altro organismo, è stato proposto o votato il suo inserimento nella platea dei membri dell’assise”.

Avere proposto Fabbrini è inaccettabile per le due mozioni. “L’inclusione del suo nominativo nell’elenco dei votanti – si legge ancora – rappresenta un mero atto arbitrario, del tutto irrilevante ai fini della questione che in questa sede si discute.

Una circostanza che ha tratto momentaneamente in inganno i sottoscritti firmatari, che non hanno quindi potuto sollevare la questione dell’ineleggibilità tempestivamente nel corso dell’assemblea”. Per cui: “A risultare invalida è esclusivamente la candidatura di Fabbrini, mentre sono da considerare validi ed efficaci i due scrutini.

Si ritiene perciò che debba essere dichiarata eletta la Antonelli, che nel turno di ballottaggio, per il quale non è necessario alcun quorum, ha riportato 32 voti validi”.

Classica situazione di conti fatti senza l’oste (coi baffi)?

Giuseppe Ferlicca


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14 marzo, 2012

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